... che non si può sempre dare la colpa agli altri di quello che accade. Nelle varie situazioni, c'è spesso una compartecipazione. Troppo comodo dire: io non l'ho fatto perchè neanche tu l'hai fatto. E così via. E' da conigli... e, come dice un'amica (!!), i conigli si mangiano!
... che è brutto chiamare una persona quando si è raffreddati. Non si fa'. Perchè mentre tu dici "però... che bella voce che hai", capisci che l'altro non potrà mai dirtelo in queste condizioni. Mannaggia. Senza contare che potrebbe anche pensare "MMiiiii che voce... se tanto mi da tanto, questa è di sicuro un cesso!". Uffff...
... che dire "voglio solo coinvolgimenti di un certo tipo. Del sesso fine a se stesso ne faccio a meno" è la medesima cosa di "non disdegno il sesso fine a se stesso, ma soffro per eventuali coinvolgimenti senza seguito". Chiaro no? uhmmm... non so! ma per me, sì! E questo basta.
... che dire "vado a fare un postino" non vuole dire "vado a farmi un postino"... che la cosa è diversa! ... che a casa mia ne viene una, donna, e pure brutta.
... che, il sabato mattina, non si deve pensare... ecco, anzi... vado a buttarmi nella vasca, eh???? mi faccio una bella foto nuda, e poi ve la posto. O la posto al postino del vicino quartiere che è giovane e carino? Vabbè... vedrò :-D
... sono anni che non ho più la casa libera, tutta per me.
Tre uomini, dal più grande al più piccino, me la lasciano libera. Uno va via per lavoro per un po', l'altro va in gita, il piccino troverà accoglienza altrove a seconda delle mie necessità.
Sarò finalmente proprietaria della mia casa, e non più solo la regina (che più della corona, mi da l'idea della donna col grembiule e i mestoli in mano).
... e mi sento un po' ragazzina, con addosso la stessa euforia di quando i miei se ne andavano ed io potevo finalmente organizzare qualche festicciola intima.
Quindi, prima cosa da fare: organizzare una festa. Per pochi, gli amici stretti, quelli che frequento ma che ho voglia di vedere da sola. Così preparo una minilista. E gli inviti. Poi penso alle cose che devo preparare: scegliere la musica adatta, allegra e da sottofondo, ché oltre a ballare dobbiamo parlarci e coccolarci di storie e ricordi comuni; ordinare qualcosa da mangiare; scegliere con cura e personalmente il bere.
... ché mi va di bere quel tantino in più, per non pensare... per godermi chi c'è, inebriarmi di bollicine, ridere, divertirmi, fare l'amore con qualcuno di cui non conosco il nome e forse nemmeno lo conoscerò. Per poi svegliarmi il giorno dopo, col suo profumo sul corpo e la pelle arrossata per il tanto sesso.
... però, pensandoci, tutto questo esula dalla festa. Anzi, questo programma lo tengo buono per un'altra serata...
Risvegliarmi con la tua lingua dentro me era l’ultima cosa che mi sarei aspettata in un pomeriggio come questo, iniziato in solitudine con una gita fuori porta.
Come hai fatto a trovarmi? Nessuno sapeva che sarei venuta a prendere il sole quassù. Quante domande avrei voglia di farti ma l’unica cosa che riesco a fare è stringere delicatamente le cosce attorno al tuo viso e spingere il bacino verso di te.
Ci sono storie che iniziano così, semplicemente… ed altre che finiscono…
Non è stato facile, infatti, affrontare Matteo. Mi ha odiato quando gli ho detto che lo lasciavo per suo cugino. Mi ha odiato con tutto l’amore che aveva per me.
Ma ormai avevo scelto te. E la nostra storia è andata da Dio.
Non ci siamo fatti mancare niente: sesso, amore e fantasia. Stavo quasi per credere che saremmo diventati grandi insieme.
Invece è bastata una visita specialistica per un dolore al costato, qualche esame, lastra e non ricordo cos’altro ancora. Un verdetto tremendo senza possibilità di scampo: pochi mesi di vita. E quando te l’ho detto, mi hai guardato e sei scoppiato a piangere. Poi, confusamente, hai borbottato che hai già sofferto troppo in vita tua e che non te la senti di affrontare un calvario così.
Ed è finita. La nostra storia è finita.
E' notte. Ma non riesco ad essere triste e non provo nemmeno una di quelle paure che mi accompagnano dall’infanzia, che sembrano essersi volatilizzate all'improvviso. E mi ritrovo a vagare per la città buia e poco accogliente, bazzicando posti in cui non mi sarei mai sognata di andare, prendendo per mano persone che fino ad ieri avrei guardato con distacco, mentre ora abbraccio perché sento di conoscerne la sofferenza. Afferro una mano dietro l’altra e in questa migrazione che ha del pazzesco, porto questa massa di disperati a casa mia, con un progetto in testa ben chiaro.
Gli operai lavorano ininterrottamente nelle mie cantine e creano degli ambienti puliti atti ad accogliere questi naufraghi. Mi piace l'idea di essere considerata una spiaggia sulla quale hanno deciso di fermarsi un po'.
Le forze mi abbandonano velocemente e i giorni si spengono uno dopo l’altro. Chiedo aiuto a chi mi ama da quando sono nata e cerco la forza dentro me per resistere fino in fondo. Ma la vita è breve quando la si vive intensamente... troppo breve... e anche se la morte non mi fa paura, mi secca tremendamente dovermene andare.
Una Donna che conosce il suo potere seduttivo, non può farne a meno. E' un gioco stimolante, eccitante. Scegliere la preda, usare lo sguardo, pochi movimenti calibrati, il tono della voce. Sì, è come una droga... se ne diventa dipendenti...
Mi sono accorta che stavo guardando il cielo solo quando la tua voce ha rotto il silenzio e mi ha fatto spalancare gli occhi sul mondo. Prima stavo solo guardando il mio mondo…
In particolare, mi ero persa nella retta perfetta creata dalla scia di quell’aereo lassù. Ormai l’azzurro è diviso in due, l’operazione quasi conclusa. Mi sono sempre chiesta cosa potrebbe nascere da quello strano parto cesareo. Ho immaginato più volte una cascata di stelle, uno squarcio verso altri orizzonti, un’apertura mentale che va oltre l’umano. So che è un’utopia, che non assisterò mai a nulla del genere. Ma mi hanno detto che sognare è gratis e non voglio risparmiarmi. Non in questa vita.
La brezza scompiglia i capelli che si animano al vento. Usi entrambe le mani per fermarli sulla nuca e potermi guardare negli occhi.
Ho un brivido. Mi stringo a te.
Liberi una mano e col dorso sfiori una guancia, segui il contorno del viso e finisci con l’avvolgermi l’altra guancia con l'intero palmo. Poi scendi nuovamente sulla nuca e mi inviti a sollevare il capo verso di te.
I tuoi occhi sono incredibili. Quando qualcosa ti anima il cuore, cambiano colore: l’azzurro limpido diventa cupo e prende i colori della notte.
Non ho mai assistito a uno spettacolo altrettanto meraviglioso.
“…perché non prendiamo una casa al mare?”
“eh?”… non so, forse non ho capito bene. Forse è meglio che me lo ripeti. Sai… è che stiamo insieme da pochi mesi e, anche se sento di amarti, non riesco ancora a pensare ad un futuro insieme.
“Sì, perché non prendiamo una casa al mare? Per andarci quando siamo stanchi di stare in città, da usare come rifugio… per portarci i bambini…” ripete convinto.
“eh???” … i bambini? Non abbiamo mai affrontato l’argomento. Chi ti dice che voglio averne? Chi ti dice che potremo averne? Chi ti dice che io voglia una base fissa al mare dove portare questi ipotetici bambini? E poi, di quanti bambini stiamo parlando? Due, tre, dieci… venticinque? Non so, David, mi spaventa l’idea del parto. Mi spaventa l’idea di avere la responsabilità di qualcun altro. Io non credo di essere abbastanza adulta per tutto ciò. E tu, sì?
E poi… sì… poi… io detesto la vita da snob. Io non voglio la villa a Capri e neanche una a Cortina. Sono contenta se tu te le puoi permettere. Ma se te le puoi davvero permettere, non avrai problemi a portami in albergo in questi posti, no?
Poi… poi io sono una zingara. A me piace vedere il mondo. Se mi metti una palla al piede, o peggio, se ti metti le pantofole ai piedi, io muoio. Ecco… la Claudia che conosci ora, la vedi bella che defunta in una bara.
Comunque, bellissimo amore mio, mi sembra che dobbiamo parlare ancora di tante cose … e non so se due caratteri tanto diversi come i nostri potranno mai avere un futuro insieme.
Mi senti tremare. Non aspetti risposta. Dici semplicemente “ne riparliamo più tardi, davanti a un bicchiere di champagne… ti va?”
Come dirti di no…
Mi riempi il viso di baci prima di inoltrarci per le vie deserte del centro.
Il tramonto è rosso, i tuoi occhi ancora blu cobalto ed io… io mi sento bianca, bianca come una nuvola, oppure no... come una mosca bianca, ecco.
Su, in alto, l'aereo è scomparso e la scia non è più così netta, ma più bassa, più grossa, quasi mi stesse invitando ad afferrarla. David, credimi... io ti amo, ma è troppa la voglia di volare...
L'alba spinge per catapultarmi fuori dal mio mondo.
Ma non voglio, non ancora.
Avverto la classica ansia di chi non ha vie di fuga. Il sogno si sta per concludere ed io sto nuovamente per morire in qualche modo assurdo e al posto di qualcun altro. Provo nel dormiveglia un forte senso d'ingiustizia dato dall'assurdità di finire sempre in mezzo a cose che non mi appartengono. Mi affanno nel tentativo di saltarci fuori in tempo, ma non c'è niente da fare: muoio...
- Game Over -
Anche stanotte sono morta un altro po'... un po' troppo, per i miei gusti. Io, che preferisco i sogni erotici, non mi sento a mio agio quando tiro le cuoia.
Allora cerco di non darmi per vinta. Lotto un altro po', giusto per trovare pace a quella parte di me che non sopporta l'altra che lascia andare e si arrende. Fingo. Anche in sogno. E mi aggrappo con tutte le forze alle braccia di Morfeo, pregandolo di concedermi un flashback che mi consenta di modificare quella stupida e inutile fine che per la milionesima volta da quando sono nata, si ripropone. Lui ride. Gli devo proprio sembrare buffa. E mi piace sentirlo ridere perchè mi risveglia i sensi, il corpo. Morfeo ha deciso che per stanotte è andata come è andata. Che non mi darà altre possibilità. Che è la vita reale che eventualmente da' questa chance e che lui, nel suo mondo, fa quel cavolo che gli pare. E gli girano un po' le palle nel vedere che tento sempre di fare andare le cose come più mi sono congeniali. Poi però mi sorride ancora e mi concede un'ultima immagine: l'espressione beffarda sul mio viso che segna una rinascita.
Contenta, allento la presa e lascio che scivoli via, verso l'alto.
E io, qui in basso, mi sgranchisco, allungo il corpo, inarco la schiena. Un raggio di sole filtra dalle persiane e gioca coi miei occhi che si ostinano a voler rimanere chiusi. Però... si preannuncia una bella giornata di sole, di bricolage e di spaventapasseri.
Del resto, è meglio morire un po' di notte, ma vivere il giorno...
Siamo solo a metà settimana, ma non vedo l'ora che sia il 25 per fare qualche giorno di vacanza. Sono stati giorni pesanti, dedicati quasi esclusivamente ai miei figli, alle preoccupazioni che mi da uno in particolare, ai colloqui con le insegnanti, ecc. Il resto l'ho dedicato al lavoro. Grazie a Dio che ce n'è ma ho bisogno d'ossigeno.
Ho avuto poco tempo per pensare.
Arrivo a sera ed annoto mentalmente le cose, chi ho sentito, chi è sparito, chi mi ha fatto compagnia, chi ridere, chi mi ha fatto stare bene, ecc. Ci sono volte che guardo questo mondo virtuale e mi deprimo perchè continuo a non capirlo, a non capire gli atteggiamenti controversi delle persone.
Allora stacco dal pc, come se fosse l'unica causa dei miei mali (ma so che non è così) e mi rifugio nel reale. Infatti, anche lì non va un granché meglio. Ho perso quello che consideravo il mio migliore amico. Si è fidanzato. O meglio, si è fatto l'amante. E il suo riserbo è diventato così irritante che abbiamo chiuso le vie di comunicazione. Il suo silenzio mirato a proteggere questa nuova intimità, è compensato dal mio che si basa invece su una questione di principio: da una persona cui ho dato la massima fiducia e raccontato svariati cazzi miei, mi aspetto la stessa moneta. Non mi interessa il fatto che fosse un mago ad ascoltarmi e farmi riflettere, ma anche che sapesse parlarmi. Ogni tanto passava a leggermi ed ogni post era spunto di discussione. Lui che ha trovato l'amore, mi ha detto l'ultima volta che ci siamo parlati "Claudia, non chiuderti. Dai e datti una possibilità. Non rischiare di rovinare qualcosa che potrebbe essere bello come hai già fatto almeno un'altra volta". - C... io ci ho provato, davvero. E te ne avrei parlato, ti avrei chiesto consiglio... ma che te lo dico a fare... -
Così sto nel mio guscio, lasciandomi accarezzare da chi mi vuole bene e me lo dimostra con la presenza non solo fisica. Nonostante il trend non proprio positivo, mi ritengo fortunata perchè, in vita mia, c'è sempre stato chi mi ha regalato un sorriso e cercato di farmi pensare a cose belle, chi mi ha guardato frignare e tirare su col naso e chi mi ha fatto sognare. In fondo, non sono mai stata sola.
ps... giro poco per blog. perdonate la mia assenza. passerà
- Vieni sabato a Milano dal parrucchiere dei Vip con noi? - - No! -
... e spiego perchè non mi interessa:
a) la mia parrucchiera sa benissimo la tinta che mi piace e anche come voglio uscire dal suo negozio. Se andassi da uno psicotico che pensa di fare della mia testa ciò che vuole, ne uscirei coi nervi a pezzi. E questo non lo voglio.
b) quei trecento euro li spendo in maniera più consona alla mia persona (week-end al mare, vestito, borsa o scarpe nuove ecc)
c) chissenefrega di poter dire "sai, ho visto la Canalis" oppure un nome qualsiasi della tv. A chi lo devo dire? Insomma, mi arricchirebbe in qualche modo questa cosa? Piuttosto vado dal barbiere dove va George (C.)... questo sì che mi arricchirebbe l'animo.
d) se devo fare un viaggio, lo faccio con finalità costruttive, ludiche, impudiche. Che sia almeno divertente.
Per inciso. Queste mie amiche si fanno di acido (ialuronico) e forse botox (eliminerei il forse). Una si è rifatta le tette, i piedi e il naso. L'altra si consuma in massaggi & Co. e, per contro, vede la palestra come un mostro a due teste (ed è ancora single).
Vabbè, io ci sto in compagnia, ci parlo di moda e di viaggi. Di poc'altro a dire il vero. E poi, altre due ancora che si vogliono rifare, chi le labbra chi le tette. Io mi tengo la mia "roba"... su questo non si discute!
A me piace la gente che cura il proprio aspetto con abiti appropriati e facendo sport per mantenere il corpo tonico il più a lungo possibile.
Ma non amo l'esagerazione.
Penso che il vero fascino di una persona matura stia proprio nella vita che ha vissuto. E la vita lascia i segni. Perchè non accettarli?
E' però vero che ognuno è libero di giocare col proprio corpo come vuole, chi rifacendosi labbra, zigomi, tette, culi e altro. C'è chi gode del fatto di essere guardato da tutti.
Io mi sento sempre a disagio quando ho gli occhi addosso e trovo soddisfacente avere quelli di chi mi interessa. E basta. Gli altri possono pure perdersi sui siliconi ambulanti che incrociano agli angoli delle strade.
L'altro giorno, in tv, uno psicologo diceva "le donne usano la bellezza per essere amate". Se è tutto veramente così riduttivo, non mi interessa avere nessuno che mi ami.
Oggi google mi ha citato come referente per questa frase:
prendimi sono tua
forte, eh?!
...che google legga nel pensiero, invece che sul blog?
... e proprio quando dico "basta uomini!", conosco quello che mi fa vacillare.
Dicevo: "deve proprio capitare quello giovane, bello, intelligente e simpatico per farmici ripensare".
E non capita proprio quello giovanebellointelligentesimpatico fra capo e collo?
Mantengo le distanze per un po', restando affacciata al davanzale a guardare mentre demolisce lentamente le mie mura di protezione fatte di ragionamenti, rassicurazioni e decisioni. Quelle picconate hanno la delicatezza di una carezza, ogni mattone tolto è un sorriso che riesce a strapparmi. Voglio davvero farne a meno?
E finire a passeggiare in un posto scordato da Dio, l'uno di fianco all'altra. Lasciarsi colpire da gesti spontanei come un braccio che mi cinge le spalle, ed io mi appoggio contro il suo petto e mi scopro ad ascoltare il timbro della sua voce e non più le parole. Una mano scivola nell'altra, le labbra timide si appoggiano sulle mie. Ed io non credevo che una panchina persa in un parco deserto potesse essere un posto così bello.
Poi la lontananza del lavoro e degli impegni, quell'assenza che da una parte mi fa reagire e pensare che è tutto sbagliato ed è meglio lasciare perdere. Subito dopo la presenza. E al diavolo tutto. E non mi va di pensare. Non mi va di farmi domande su quel che sarà.
- ehi, come stai? -
- bene, ma... - la voce si incrina - oggi è l'ultimo giorno che passai col nonno. Domani è l'anniversario della sua morte... e anche se sono passati quarant'otto anni... io... io... -
Gli occhi si fanno d'acqua e l'azzurro sembra sciogliersi sulla pelle candida e solcata dai segni della vita. E' incredibile la bellezza contenuta in quel metro e mezzo di donna. Un cuore donato agli altri, l'amore giurato a un solo uomo anche oltre la sua morte. Perchè non sono come lei?
Ho voglia di credere che esistano ancora dei sentimenti così profondi, che ci sia qualcuno al mondo in grado di provarli e farli provare. E, se anche non sono io, il solo saperne l'esistenza mi fa sentire maledettamente felice.
Lascio da parte la mia colazione e mi dedico a lei... lei che non ha mai chiesto niente a nessuno, lei che ha dedicato una vita intera a me.