"Ma tu vuoi diventare bis-nonna?"
... perchè mio figlio riesce a dire cose pesantissime col sorriso sulle labbra?
L'acqua mi va quasi di traverso. Tossisco. Per un caso fortuito non muoio d'infarto su due piedi.
"Oddio ciccio... mi vorrai far prima diventare nonna, vero? Però con calma, che io ho bisogno di tempo per metabolizzare le nuove situazioni"
Donca!!!!!!!
1) A undici anni mi sembra prematuro pensare già ai nipoti!!! Pensiamo magari prima alla fidanzatina, eh.
2) Ci ho messo mesi per capire di essere diventata mamma, altrettanti per capire cosa significava esserlo e altri ancora per cominciare a fare la mamma! Immagino ci vorranno anni per entrare nell'ottica di diventare nonna e forse secoli per accettare l'idea di essere bis-nonna... insomma, ciccio, vedi tu :-S
3) Sono lenta, ragiono sulle cose, ci penso e ci ripenso, mi liquefaccio come disgorgante nel wc ad ogni problema... rispettare i miei tempi, è la parola d'ordine per non farmi del male!!!!!
Inoltre, proprio volendoci pensare, non è che la condizione di over 80 mi tranquillizzi molto. Le pensioni non ci saranno più e saremo un popolo di vecchi. Chi si occuperà di noi? Lo Stato? I nostri figli? Sperem. Proprio stamattina nella sala d'attesa del mio medico curante, ho letto un volantino del comune. Un servizio di trasporto per gli anziani over 65. Una volta la settimana per trenta euro l'anno circa. Ora, non sono gli eurini che mi preoccupano ma il fatto che si limitino a un trasporto settimanale e basta. E se uno ha bisogno più spesso? Anche solo per comprare il pane fresco, il latte, le medicine!!!!
Diventare vecchi è un problema... ma io, ora, non ci voglio pensare.
A volte è già difficile pensare all'oggi e anche il domani ha dei lati oscuri per me!
"Ho voglia di amore... di essere corteggiata, coccolata, adorata... pensi di potercela fare?" "Piccola..."
Bah... io te l'ho detto, poi fai tu! (cavolo servono sennò i mariti?)
"fanne buon uso"
... si può fare buon uso di testi scritti? Di parole? Di sentimenti?
Non so farlo. Forse non sono una brava lettrice. Forse mi immedesimo troppo nei personaggi e faccio miei i respiri, le attese e l'amore. ... no, non sono una brava lettrice, senza forse.
Riflettendo, faccio un po' schifo in tanti frangenti. Cerco di non vederli, di fingere che non ci siano, ma so che prima o poi salteranno fuori, come gli scheletri da un armadio.
E allora piangerò di me, di quello che sono e non sono, di quello che non sono stata e che mai sarò, di ciò che ho fatto e non fatto... detto e non detto. Sarà una lotta con la Claudia all'ultimo sangue, ma prima o poi dovrà arrivare quel giorno e vi auguro (si, ve lo auguro) di essere tutti molto lontani perchè non sarà un bello spettacolo.
p.s. ricercando il mio nome e cognome su GUGOL :-) ho scoperto che produco 246.000 risultati. La cosa mi ha lasciato di stucco. Ho sfogliato pagina pagina per soddisfare questa mia curiosità infantile e ho notato che fanno numero Claudia Cardinale, la Koll e la Mori, per non parlare di Baldini & Castoldi editore (non mio parente purtroppo)... quindi forse... i risultati che riconducono realmente a me sono forse un centinaio e non di più. Medito... a cosa cazzzzzo serve allora GUGOL?????????? Finisce che cerchi il miele e trovi un venditore di scarpe, cerchi un editore e trovi un aguzzino, cerchi una scrittrice e trovi una marea di zoccole... ingiusta la vita :-)
Anna lo guardava, in silenzio. D’istinto avrebbe avuto voglia di prenderlo a calci, scagliarlo contro il muro, fargli male fino a sentirlo urlare dal dolore e contorcersi ai suoi piedi… e magari finire l’opera schiacciandogli la testa col tacco a spillo.
Ma Anna non lo aveva fatto. Perché Anna era buona. Anna non conosceva il significato delle parole cattiveria e vendetta. Erano sentimenti che non riusciva a provare. Quando qualcosa non andava, Anna cercava sempre di capirne il perché, la causa. Non sempre ce la faceva. Ma a questo gioco era particolarmente affezionata e aveva deciso di provarci.
Anna aveva letto e riletto quella lettera lunghissima piena di pseudo spiegazioni, considerandole niente altro che una marea di stronzate. Una lettera scritta per lei, perché gliela doveva… così c’era scritto. Invece l’aveva scritta solo per sé, per puro egoismo, per alleggerirsi l’animo da un peso insostenibile. Chi meglio di uno scrittore può sapere queste cose? Quando si scrive, lo si fa solo per noi stessi, non per gli altri. E anche Anna, benché non fosse una scrittrice, questo lo sapeva.
Così come sapeva della fragilità nascosta dietro quella montagna d’uomo. Fin dall’inizio, l’aveva misurato, pesato e valutato. Conosceva perfettamente l’equilibrio instabile che soggiornava in quell’animo. Non era l’uomo che faceva per lei. Anna aveva bisogno di un uomo sicuro di sé, che la proteggesse dal mondo, che dissipasse i suoi timori e la facesse stare bene. Lui questo non sarebbe mai stato in grado di farlo, non aveva abbastanza maturità sentimentale e chissà se l’avrebbe mai raggiunta.
Però le mille parole d’amore, i suoi “ti amo” sussurrati all’orecchio… quale cuore poteva rimanere insensibile?
Il cuore di Anna era blindato da un po’ di tempo, da quando aveva deciso di smettere di soffrire, da quando aveva deciso che era ora di cominciare a volersi bene. Ma lui si era dimostrato diverso, speciale. E si era lasciata un po’ andare, mantenendo però sempre la razionalità necessaria per uscirne con le proprie gambe, quando sarebbe arrivato il momento. Anna sapeva che aveva scelto un gioco delicato che poteva rompersi da un momento all’altro.
Lui non ce l’avrebbe fatta. Lei era “troppo” per lui, così come lo era sempre stata per tutti. Anna era destinata a stare sola e di questo cominciava ad esserne felice.
Forse era stato per questo motivo che non aveva mai tolto l’armatura, anche se apparentemente poteva sembrare di si. E quando il suo gioco aveva fatto sfoggio della sua, mostrandola in tutta la sua lucentezza, Anna non ne era rimasta abbagliata come forse lui si sarebbe aspettato. Anna non ne era intimorita.
Anna non aveva paura di nulla.
Ai suoi occhi, quello non era altro che un uomo mascherato, un insicuro che si nascondeva dietro false ipocrisie per superare le proprie paure. Non era un guerriero come invece diceva d’essere. I guerrieri vincevano le battaglie usando il cuore. I guerrieri erano emotivi, irrazionali, passionali. Tutto quello che lui dimostrava non essere. Lui aveva solo indossato un’armatura e si era barricato dietro un comodo scudo che aveva il compito di ripararlo da lei per ributtarsi fra le braccia di chi già una volta l’aveva fatto soffrire.
Anna aveva riflettuto. Anna era forte. Avrebbe potuto strappargli di dosso quell’ammasso di ferro e metterlo a nudo come solo lei sapeva fare.
Ma gli voleva bene. Non gli avrebbe mai fatto del male.
Anna aveva preso il suo gioco fra le mani e l’aveva guardato con tenerezza. Era dispiaciuta, sapeva che gli sarebbe mancato. Tutte le abitudini quando vengono cambiate creano inizialmente dei disagi.
Anna si era sdraiata sul letto e aveva perso lo sguardo nel bianco del soffitto. Aveva ascoltato i battiti del proprio cuore e i messaggi che le arrivavano da ogni parte del corpo. Si alzò perplessa a sedere, strofinando il palmo della mano sulla guancia. Nulla, neanche una lacrima. Perché? Erano forse state così tante quelle versate per gli altri giochi rotti che ora non ce n’erano più? Era forse diventato insensibile il suo piccolo e delicato cuore? O forse si era rotto anche lui?
Due giorni con la febbre che supera i 39 farebbe delirare chiunque. Poi se ci mettiamo una serie di eventi che mi hanno dato un po' di instabilità, abbiamo detto tutto. Ma su Parma oggi splende il sole. E che si fottano tutti quelli dalle idee confuse (me compresa), quelli che dicono e ritrattano, quelli che non sono veri Uomini o vere Donne. Avanti gente genuina, da questa parte. Ho bisogno di ritrovare un po' di fiducia nel prossimo. Ma solo gente sincera, mi raccomando.
Leggendo il titolo, sembra che a Parma siano atterrati gli alieni! Sarà che è da ottobre i miei figli continuavano a chiedermi ogni giorno "Mamma, quando nevica? Quando arriva l'inverno?"
Non avendo bocce di vetro o altri generi di palle da consultare come oracolo (magari le palle me le fanno anche saltuariamente venire ma con quelle prevedo sempre e solo uragani interni e nei circondari), mi limitavo a dire "Prima o poi arriverà”. Ieri sera bei fiocchi di neve hanno cominciato a imbiancare il paesaggio e ad attaccare. “Domani usciamo col bob!”. Ma non ha nevicato tutta la notte così oggi, se decidono di andare col bob da qualche parte, devono metterci sotto le ruote! È meraviglioso però vedere come, con uno spruzzo di neve, riescano ugualmente a fare a pallate! E a ridere felici. Invidio i bambini e il loro entusiasmo. Bisognerebbe che gli adulti si ricordassero cosa vuole dire essere bambini. L’ansia dell’attesa, lo stupore davanti a una cosa bella, la voglia di averla e di non farne a meno. Costi quel che costi. Adoro i bambini… adoro essere bambina.
p.s. questa è la prima neve che vede la mia gatta. Anche lei è bianca. Ieri sera, pensavo che se ci fossimo svegliati con venti centimetri di neve, ce l’avrei buttata in mezzo e avrei giocato a caccia al tesoro! Peccato che stamattina c’era il sole e solo 5cm di neve. Anzi, ora alle 14, di neve non c’è quasi più traccia L
Risolto il problema parcheggi Parma (grazie Ars x i suggerimenti. Dopo venti giri attorno alla stazione, fra le varie righe blu e il limite massimo consentito di un'ora, ho trovato posto in Via Tonale, una specie di Bronx ehehe), ho preso il mio treno. Nord, sud, immagino che a voi non importi. Il fatto è che, quando torno da un viaggio in treno, mi sento più ricca. Ricca di un qualcosa di indefinito, un mix di quello che ho visto, sentito, ascoltato, parlato, vissuto. Quante storie dietro le persone. Chi più, chi meno, tutti con una gran voglia di raccontare qualcosa di sé... e questo, per una scrittrice, è una fonte incredibile di idee! Ma non solo. Stare a contatto con gli altri, ti permette di raffrontarti, di soffermarti a pensare su quello che muove i sentimenti umani, ai meandri della psiche, di capire quanto tu stessa sia fortunata ad essere quel che sei. Insomma, ti pompa una buona dose di autostima :-D
p.s. ho tralasciato di proposito gli scompensi e i fastidi creati da trenitalia!
p.p.s. le stazioni, in versione serali, sono luoghi davvero molto tristi e che raccontano storie di altrettanta povertà.
Mettevano neve e temperature glaciali oggi su Parma.
Temperatura odierna: +7° - Tempo: nuvoloso con piogge sparse.
Ma se i metereologi si buttassero a mare, non sarebbe meglio? :-)
Aggiornamento delle 17.00
Temperatura : + 8,5° - Tempo: il vento sta spazzando via le nuvole
Il rosa tinge l'orizzonte. Si preannuncia un bel tramonto.
Prendere il treno a Parma è una delle cose più complicate che ci sia, per chi arriva con la macchina. Non ci sono parcheggi. Qualche parmigiano on the web me ne indicherebbe uno? (Evitando quello della Pilotta che sta a 500mt!!) ... Ecco, possibilmente nel raggio di 20-30 metri dalla stazione! Accetto anche ospitalità (per la macchina, s'intende) nel parcheggio/garage di qualcuno che abita nel circondario :-D
Non ho mai spinto i miei figli a fare sport contro la loro volontà, tranne che per imparare a nuotare e, per questa mia fissazione,si sono sorbiti diversi anni di corsi di nuoto. Porelli, dite voi? Ahò!! Saper nuotare è importante! Se non addirittura vitale! Esempio? A me piace viaggiare. Poniamo che un viaggio vada male, l'aereo precipiti e ammari... che fai se non sai nuotare? ... questo è un caso estremo ovviamente e che non capiterà mai, ma ci possono essere altre situazioni in cui si renda necessario sfoderare questa capacità.
Comunque, dopo aver provato alcuni sport, ognuno dei miei ragazzi è approdato a quello che più gli si addice: il piccolo è entrato nella squadra di calcio "du paisiello mio", mentre il grande nella squadra scolastica di flag football.
Sul calcio, dopo calciopoli, non c'è un granché da dire. Nonostante lo schifo creato dal business e dagli intorti fuori schema, lo ritengo sempre un valido sport di squadra capace di generare ancora emozioni in chi lo pratica e in chi lo segue. Per non parlare della fantasia che si scatena nei tifosi e si manifesta con gli striscioni!
Il flag football al contrario non è così diffuso e può vantare ancora il nome di Sport. E' una variante del football americano in cui non c'è contatto fisico e le squadre hanno un numero ridotto di giocatori. Ovvio che, avendo solo undici anni, sarebbe prematuro fargli fare football americano ma, se gli dovesse piacere, andrei a tifarlo sugli spalti (così come mi toccherà fare per il piccolo e spero di non dovermi dividere in due perchè ancora non ho il dono dell'ubiquità, anche se spesso servirebbe).
Documentandomi sul football, mi sono stupita nel constatare che l'Emilia-Romagna è molto presente nei vari campionati. In particolare, a Parma ci sono i Panthers il cui nome, logo, tenuta sportiva (e fisicacci!) è tutto un programma. Da tifare senza ombra di dubbio!!! (ma non avranno bisogno di una mascottina adorabile????)
Quello che ho notato di questo sport, è che non è chiuso come altri. Qua le squadre muoiono e rinascono... ops, si raggruppano (vedi i Rams). Volevo spendere due parole proprio per RAMS (di cui i miei figli vanno vestiti da mesi facendogli pubblicità gratuita, un po' come tutti gli altri parmigiani modaioli che vestono i loro figli Rams senza sapere cos'è). Trovo lodevole e splendido rimettere insieme un gruppo, puntando inizialmente sui giovani. Rams ha scelto infatti di formare le squadre under-17 e under-21 per i campionati giovanili 2007 (reclutamento & tesseramento, qui). Molto ma molto interessante (!!) è la pagina di ricerca personale, un'opportunità di crescita individuale e relazionale riservata non solo ai milanesi e adatta ai più grintosi. Per quanto mi riguarda, ho già iniziato il tema dal titolo "Quando la palla non è tonda, fare sport in Italia"... si sa mai... vabbè che non sono forte in matematica e fra forme rotonde ed ellittiche posso far casino, però in italiano un pochino me la cavo (Staff-Ricerche in corso, qui).