venerdì, 30 marzo 2007, 11:17
Manuela richiuse finalmente la porta di casa alle spalle, tirando un sospiro di sollievo per essere riuscita ad arrivare fin lì. Il tipo che si era offerto di mostrarle la strada e che invece aveva cercato in tutti i modi di trascinarla nella sua tana, l’aveva davvero spaventata. Meno male che ora poteva tranquillizzarsi fra le braccia del suo Luciano.
Ma il tono del “Ciao” che le rivolse era talmente freddo da farle capire che non era di buon umore. Essendo però un tipo a modo, non si sarebbe mai sognato di spararle in faccia quello che realmente pensava e cioè una frase del tipo “Ciao un cazzo! Ti sembra l’ora di tornare? Sei uscita stamattina… dove diavolo sei stata finora? E con chi?”. Luciano non era uno scaricatore di porto ma un commercialista. E anche se era un tipo gelosissimo, sapeva dove poteva portare un’esternazione asfissiante di quel sentimento: alla rottura del loro matrimonio.
Manuela si lasciò cadere sul divano rimbalzando sui cuscini e finendogli addosso. Strofinò il viso sul suo petto e nascose la testa nell’incavo del collo per aspirarne il profumo. Luciano istintivamente le accarezzò i capelli e sfiorò la guancia col dorso della mano. – Che coccolona che sei…-
Un “Mi vuoi bene?” scivolò fuori senza ritegno dalla sua anima e andò a colpire il marito direttamente sulle labbra, con la stessa delicatezza di un tenero bacio.
Manuela sapeva essere terribile, inquieta, vitale ma anche tremendamente dolce, e Luciano era innamorato proprio di tutte queste contraddizioni che la animavano.
- Certo che te ne voglio…- disse, facendo scendere la mano sulla schiena e soffermandosi sull’elastico del reggiseno. Le dita si misero a giocare col dispettoso gancetto che alla fine, stanco, cedette.
Manuela sollevò la maglia fin sotto le braccia e i seni floridi e giovani scapparono fuori. Offrì prima un capezzolo e poi l’altro alle labbra di Luciano che se ne riempì la bocca e li succhiò come un bambino affamato. Fare l’amore venne da sé, dopo un lento spogliarello che Manuela  improvvisò frapponendosi fra il marito e la tv.
La giornata di Manuela era stata talmente stimolante che la sua carica erotica travolse letteralmente Luciano. Sbalordito, la seguì in tutte le posizioni e nei rapidi movimenti, subì le attenzioni della sua lingua e della gola profonda. Tentò di resistere il più a lungo possibile ma più di tanto non ce la fece. L’orgasmo arrivò violento come un uragano, era come se avesse fatto l’amore con tre donne diverse: una dolce, una sensibile e l’ultima tremendamente magnificamente porca.
Manuela invece non riuscì a raggiungere il piacere. Lei sì che avrebbe voluto farlo davvero con tre uomini, essere presa in tutti i modi possibili e riempita in ogni dove… così si che avrebbe goduto.
Invece adesso era agitata… e molto più di prima!
Si voltò a guardare il marito disteso sul divano vicino a lei. Dormiva già.
Maledizione!
Era mai possibile che non gli passasse per la testa l’ipotesi di fare l’amore più di una volta?
Ma stanotte gliel’avrebbe fatta vedere (in tutti i sensi)! E no, non l’avrebbe proprio scampata! L’avrebbe usato finché… finché non fosse stata troppo stanca per continuare.
Si mise a fare zapping senza realmente guardare lo schermo. Quella non sarebbe stata una delle tanti notti insonni. Sarebbe semplicemente stata una notte di sesso.
Al solo pensiero che avrebbe presto goduto, si rilassò e la testa entrò automaticamente in fibrillazione. Ripensò al biondo… avrebbe incontrato ancora il bellissimo fuggiasco rivelatosi il nuovo dirimpettaio?
… e come avrebbe potuto lavorare con lo stravagante e audace manager della nuova società?
…per ultima, Tatiana. La sua sola presenza le metteva l’angoscia. Sarebbe stata capace di non parlare del suo passato con nessuno oppure doveva considerarla un pericolo prima o poi da fronteggiare?
… erano passati cinque minuti e si stava già ricominciando ad agitare…
Decise che era ora di fare nuovamente l’amore.
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mercoledì, 28 marzo 2007, 17:06
Sottotitolo (necessario): Tromba che ti passa (la voglia)


Viviamo in un mondo di cornuti. Questa realtà pende minacciosa sulla testa di un italiano su due come una spada di Damocle. Oh, non fate quella faccia… lo dicono le statistiche, mica io. A me queste relazioni piace chiamarle “collettive” perché i traditori solitamente non limitano l’azione col partner ma l’allargano a ventaglio, tradendo anche l’amante e così via. Ecco perché chi arriva a vantarsi con gli amici ha perfino difficoltà a spiegarsi e farsi capire. Del resto non tutti riescono a seguire un discorso dove si parla di “amante 1”, “amante 2” e “moglie/marito”… insomma, bisogna forse essere dentro al meccanismo oppure avere un buon traduttore alla mano (o dentro il letto).  Queste situazioni hanno di buono solo le trombate multiple, ma se uno le mette sulla bilancia con i “contro” forse la voglia di trombare passa!

Non c’è da sottovalutare un detto… “chi la fa se l’aspetti”. Infatti i cornificatori molto spesso sono a loro volta cornificati, riuscendo ad  instaurare così un circolo vizioso. Quindi, è vero che tutti rombano come ricci secondo il dossier però, mentre prima la prerogativa era solo maschile, adesso sta prendendo piede anche nell’ambiente femminile.

Qui nasce la prima differenza: con l’andare del tempo, per gli uomini un buco vale l’altro, non stanno più a guardare l’aspetto fisico, la corrispondenza intellettuale, cose da principio essenziali nella scelta della donna da conquistare… dopo insomma, vanno con chi gliela da. Punto.

Le donne, al contrario, prese da uno spasmo ormonale continuo, finiscono per darla a destra e a manca. Restando alla fine deluse dal genere maschile in toto, si buttano su esperienze omosessuali traendone tutti i benefici del caso e a volte non tornando nemmeno sulla retta via.

Ma facciamo un esempio pratico.
Lui cornifica la moglie, lei cornifica il marito.
Stanno a distanza ovviamente perché l’amante mica si trova vicino. Basano la relazione sulle parole e trombano appena possono.
Poi lui un giorno scopre che l’amante lo tradisce con un altro… chessò magari un suo amico! (ché ci sta sempre bene… anche al cinema si vedono ‘ste storie patetiche)… e si lasciano.
Lui, ferito nell’orgoglio, segue la teoria del “chiodo scaccia chiodo”, si ingegna e concupisce la prima sventurata che passa sfigatamente da lì quel giorno.
Siccome sono storie piuttosto brevi, dopo un po’ lei molla la nuova conquista e torna alla carica con l’ex amante (*).
A questo punto, lui che fa????

a) molla la nuova sfigata seppur molto più figa dell’altra, in nome di un grande amore passato
b) le dice picche ma molla ugualmente la nuova sfigata perché si ritrova confuso
c) continua la nuova storia e riprende in mano anche la vecchia… della serie “andociapaciap”
d) manda affanculo la ex pentita (ché non c’è mai da fidarsi dei pentiti che prima o poi te lo rimettono in quel posto che manco te n’accorgi!) e continua la storia con la nuova sfigata
e) chiude la sua vita da puttaniere e diventa (finalmente) un bravo marito

Secondo voi?

(*) ché non c'ha voglia di smazzarsi a trovarne un altro... ché questo magari a letto non va tanto male anche se neanche troppo bene ma almeno sa già com'è... ché i minuti passano in fretta e lei s'è imposta di restare senza amante il minimo stretto indispensabile...

…….A NOI BIUTIFUL CI FA UNA PIPPA!......

*

Tendenzialmente irritabile... a volte irritante...

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lunedì, 26 marzo 2007, 23:21

Cambiare città era stata la scelta giusta per chiudere col passato. Manuela era eccitata per la casa nuova, il lavoro nuovo, la gente nuova. Insomma, era proprio ora di cambiare aria! Poi, andare ad abitare vicino alla sua famiglia, era uno sprone per rimettersi in carreggiata e iniziare finalmente a fare la brava mogliettina.

Manuela era tanto rilassata, che la scelta delle tende risultava essere la cosa più impegnativa del momento. Modello, colore e tessuto… perfette quelle in broccato oro!

La casa possedeva un enorme giardino purtroppo ridotto quasi in foresta. Sistemarlo sarebbe costato tanta fatica ma il suo buon umore l’aiutò a rimboccarsi le maniche ed iniziare a tagliare il prato, rimodellare le siepi, potare i rami e scoprire i fiori soffocati dalle erbacce… questo tanto per cominciare. Dopo più di un’ora di intenso lavoro, Manuela decise di fare una pausa e per la prima volta da quando aveva messo piede nella sua nuova dimora, si guardò intorno. Al di là dell’alto muro di recinzione, svettava un palazzo e, affacciato ad una finestra del secondo piano, qualcuno sembrava particolarmente interessato a lei. Ma chi era? In lontananza, quel viso sembrava avere un qualcosa di familiare ma non riusciva a capire cosa. Strizzò gli occhi cercando così di compensare la leggera miopia e rimase sbalordita riconoscendo nel nuovo dirimpettaio il ragazzo della serata… hem… di “quella” serata. Il giovane le fece un cenno con la mano mentre sul viso abbronzato compariva uno splendido sorriso. Manuela scappò in casa turbata e fino al giorno successivo non mise più il naso fuori per la paura di doversi scontrare con un passato scomodo.

Manuela si svegliò la mattina successiva col sole che rideva alto in cielo. Quello era il suo primo giorno di lavoro e lei, da libera professionista, si presentò all’appuntamento quasi all’ora di pranzo.

Il signor Monti voleva pubblicizzare un nuovo tipo di formaggio. Chi si occupava della parte creativa era invece un altro tipo, aitante e belloccio, ma rompipalle e con idee alquanto improbabili. Nel filmato che Manuela doveva realizzare, avrebbe dovuto inserire anche una guest star… una starlette che, con molta probabilità, quello si voleva portare a letto.

Fu impossibile per la ragazza rifiutare l’invito a pranzo di uno dei dirigenti dove le sarebbe stato presentato lo staff al completo. La mora che l’accolse per prima, le fece quasi venire un collasso. Ma che cavolo ci faceva lì Tatiana? Cazzo… Tatiana era la Starlette!

Tatiana era pericolosa. Tatiana sapeva tutto del suo passato e, anche se si fingeva amica, sentiva che non poteva fidarsi di lei. Tatiana era come una bomba a orologeria, ma l’unica cosa che poteva scoppiare se la stronza avesse parlato, sarebbe stato il suo matrimonio.

Manuela si sedette al tavolo controvoglia. Tutto quello che fino al giorno prima le aveva dato gioia, adesso le creava ansia e preoccupazione. Il team era molto affiatato. Parlavano, ridevano. Rivolgendo casualmente lo sguardo a quello che pareva essere l’elemento di spicco della società, notò qualcosa di strano. L’uomo stava seduto all’indietro contro lo schienale e fra lui e il tavolo c’era un oggetto che non riusciva a identificare. Maledetta miopia!

La donna al suo fianco rideva e lo accarezzava. Facendo un ulteriore sforzo per mettere a fuoco e infine riuscendoci, la mascella le cadde! Un fallo enorme si ergeva maestoso sul suo padrone puntando dritto verso il cielo. Mai visto una punta così… quasi a martello! Manuela non sapeva se alzarsi scandalizzata e andarsene o restare lì a bocca aperta sperando di ricominciare prima o poi a deglutire normalmente. Che situazione assurda. Soprattutto perché lei era l’unica stupita di vedere un uomo a tavola con un grosso cazzo in bella vista.

Si affrettò a finire il pasto e si catapultò in strada leggermente stordita per quello che era successo. Si guardò attorno ma non riconobbe la via. Non c’erano punti di riferimento per poter trovare la strada di casa.

Si sedette su di un muretto in fondo a un vicolo cieco ed attese. Chissà cosa…

Con la testa fra le mani, non si accorse di qualcuno che l’aveva raggiunta e si era seduto al suo fianco. Non sapeva il nome di quell’uomo ma era uno di quelli con cui avrebbe dovuto collaborare. Iniziarono a parlare di lavoro e questo le permise di rilassarsi e dimenticare l’accaduto. Un’ombra oscurò il sole improvvisamente e, alzando gli occhi, Manuela si trovò di fronte il suo dannatissimo ex collega, quello che le aveva reso sempre la vita difficile in ufficio. Maledizione! Ma che cazzo doveva fare per riuscire a dare un taglio col passato e con tutti quelli che ne avevano fatto parte? Non era bastato cambiare città… doveva forse emigrare all’estero?

Manuela si sentiva stanca. Stanca di nascondersi. Stanca di fuggire. Perché il passato a volte così fastidioso, doveva tornare a disturbare il presente?

Fuggì per le strade di quella città sconosciuta in cerca della sua casa che sembrava essersi ficcata in culo al mondo. Chiese informazioni e trovò subito qualcuno pronto ad aiutarla… come sempre… e come sempre lei finiva col trovarsi in dei fottutissimi casini.

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domenica, 25 marzo 2007, 20:50
Non m'importa.claudia

Amica è una persona
che ti conosce,
che sa come sei,
sa cosa pensi prima che tu lo dica,
che c'è al di là di tutto e di tutti,
e che fa parte di te e della tua vita.

Non mi interessa dire "ho tanti amici".
Sono invece orgogliosa di poter dire
"Ho pochi amici ma veri".
So chi tiene a me,
chi mi vuole bene nel reale e nel virtuale.
Di tutto il resto,
posso e voglio
farne a meno.

... sei arrivato fin qui...
Mi leggi?
Forse ti piace quello che scrivo.
Mi parli?
Forse mi trovi simpatica.
Ti confronti con me?
Forse mi trovi intelligente
Mi offendi e non mi stimi?
E allora vaffanculo, ma chi ti conosce
Non ti piaccio?
Il web è pieno di blog, a te la scelta, ma fuori di qui!

Ti rispetto anche se abbiamo idee diverse,
gioco, rido e cazzeggio.

Questo è il mio virtuale.

Punto.

Tutto il resto, TUTTO IL RESTO, è vita.

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venerdì, 23 marzo 2007, 18:41

Una bella serata estiva, una festa popolare con tanta gente e un cinema all’aperto che richiamava l’attenzione di molti. Durante la programmazione Luciano si alzò – Tesoro, raggiungiamo gli amici giù al fiume, ci stanno aspettando – bisbigliò alla moglie ancora seduta.

Lei proprio non sembrava aver intenzione di scollarsi di lì – Vai tu, ti raggiungo appena finisce il film. Conosco la strada. –

Manuela restò immobile su quella scomoda gradinata finchè non vide comparire la scritta fine e la gente uscire dalla piccola arena estiva. L’aria era calda e le stradine del centro affollate mettevano allegria. Non aveva voglia di riunirsi subito al suo gruppo così passeggiava rimandando quel momento, assaporando quello strano benessere improvviso derivato dalle risate di persone sconosciute e dalla leggera brezza che sollevava gli orli del vestitino lasciando scoperte le belle gambe abbronzate. Era tardi, non poteva più temporeggiare così imboccò la piccola strada in discesa che portava al fiume.

C’era uno strano silenzio in quella parte del paese che si faceva notare. Manuela si voltò non appena udì dei rumori alle sue spalle e rimase colpita dal bel sorriso che quel giovane le rivolgeva. Il corpo snello, fisico atletico, biondo, occhi chiari, viso ovale e perfetto… che volere di più? Cavoli… quella non era comunque la serata giusta per flirtare con qualcuno, era tardi e la stavano aspettando. Ma lui la raggiunse rapidamente, la prese dolcemente per un braccio e a quel contatto Manuela rispose – Va bene dai, mi fermo un attimo… solo due minuti –

Lui parlava, sorrideva… lei non capiva più niente di quello che stava succedendo. Fu travolta da quel corpo che si strusciava su di lei e che la schiacciava contro la facciata di una casa. Sentiva un rigonfiamento premere contro la sua pancia, le mani accarezzare il sedere, gli occhi di lui sprofondati nei suoi. Le infilò le mani nei capelli e il suo viso fu stravolto dal piacere di un orgasmo solitario. Manuela era sconvolta per come tutto fosse iniziato e finito rapidamente. Non conosceva il nome di quel ragazzo, nulla. Lui si allontanò velocemente nell’oscurità, coi pantaloni impregnati del suo liquido seminale e il rossore della vergogna dipinta sul viso. La ragazza sentiva il suo sesso bagnato pulsare dal desiderio di un rapporto già finito. Il suo vestito si era sporcato, maledizione. Raggiunse la fontana e si ripulì come meglio poté, ma un naso fine avrebbe avvertito l’odore dolciastro di sperma anche solo passandole vicino.

Manuela non provava imbarazzi e sensi di colpa. Ora doveva raggiungere il suo gruppo e la sua unica preoccupazione era che suo marito si accorgesse di qualcosa.

Gli amici erano al bivacco su una distesa d’erba poco distante e quando la videro fecero i buffoni come sempre, con le loro solite allusioni. In un’altra occasione sarebbe stata al gioco, ma dopo quello che era appena successo, li salutò con un sorriso e raggiunse Luciano che era vicino al corso d’acqua e stava trafficando coi pesci appena pescati. Manuela avvertì un po’ di freddezza nella sua voce ma forse era solo una sensazione dovuta alla coscienza sporca. Si accorse che le stava guardando il vestito proprio là dov’era bagnato e la ragazza mostrò prontamente una sportina trasparente con un pesce che aveva acquistato al mercatino in paese poco prima che succedesse tutto il patatrac, giustificando così la macchia.

Luciano le sorrise e la tensione scomparve con la stessa rapidità con la quale era arrivata. Insomma, alla fine era andato tutto liscio, ancora per una volta, Manuela poteva stare tranquilla.

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giovedì, 22 marzo 2007, 09:43

"Il grande amore e' sempre più veloce della sciocca che lo insegue"

………………………………………………………

Amore             Amore             Amore             Amore             Amore             Amore             Amore

Amore             Amore             Amore             Amore             Amore             Amore             Amore

………………………………………………………

Niente da fare, anche se cresco (un mio anno cerebrale corrisponde ai sette degli umani, un po’ come la vita per i cani) io all’amore continuo a crederci.

Mi rassicura pensare che esiste, mi piace pensare che posso donare il mio amore a qualcuno e che quel qualcuno (o cinquantamilioni che siano) contraccambi. Forse è una visione adolescenziale dell’amore, ma in effetti non ho mai provato in vita mia delusioni così grosse da rimanere talmente amareggiata da non crederci più. Posso essere rimasta delusa dalle persone, dagli atteggiamenti, dai controsensi, dall’immaturità sentimentale riscontrata, dai comportamenti sbagliati, dalle parole dette con superficialità… cose di ordinaria amministrazione insomma. Cose che magari ti scaraventano negli inferi per un nanosecondo, ti fanno rimanere in ginocchio per un po’ e allo scoccare della mezzanotte, bacio o non bacio, hai l’illuminazione e capisci di esserti imbattuta nell’ennesimo stronzo. Uno più, uno meno… il mondo ne è pieno e scansarli tutti non è facile.

Credere o non credere a un uomo che dice “ti amo”?

Il “ti amo” è un po’ inflazionato al giorno d’oggi. C’è chi dice “ti amo” con la frequenza del “ciao”. Una fonte autorevole (n.d.r. Cosmopolitan) sostiene che bisogna credere a un uomo che dice “ti amo” appena finito l’atto d’amore perché è in quel momento che la sua mente è obnubilata e lascia parlare il cuore. Prima, pare che venga detto solamente per raggiungere quello scopo (scopo=scopare=copulare appunto)

Che rispondere all’amica che dice “L’essere umano non è fatto per essere monogamo. Guarda i musulmani”?… (…“si ma solo gli uomini hanno più mogli, le donne no, al solito sono le più sceme”…) …forse questo “Se ti fa stare bene giustificare così il fatto che hai l’amante, t’appoggio. Ma non venirmi a dire che si possono amare due persone allo stesso modo perché è una cazzata. Hai bisogno di due uomini per farne uno. L’amore assoluto ti assorbe ogni goccia d’energia e tu devi per forza dividere le risorse”

Amare ti fa stare bene, ti fa sorridere al mondo e alla vita. Certo, si può anche farne a meno, si può vivere senza, ma l’Amore è l’unica cosa vera che fa muovere il mondo.

*

(Samuel Johnson) “L'amore è la saggezza dello sciocco e la follia del saggio”

*

Riempio il silenzio parlando di te

ad uno specchio rotto.

Pezzi di me

sospesi in un cuore malato

che non sa di esserlo.

Sparpagliati,

trascurati,

amati.

Un soffio leggero

porterà la mia voce.

Vibrerai con lei,

e piangerai

per avermi perso.

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martedì, 20 marzo 2007, 09:47

Claudia

<Sotto la 4^, non è amore!>
Sembra che serpeggi questo slogan nei bagni dei maschietti. È davvero tanto importante la taglia di reggiseno? Se è così  vuole dire che nessun uomo, in vita mia, mi ha mai amato… vista la mia modestissima terza! Eppur mi sembrava… ma forse erano le farfalle che volavano nel cervello e facevano un sacco di rumore. Possibile che abbia sempre confuso il cervello con lo stomaco?
Dal tempo dei tempi, la distinzione uomo e  donna va oltre le differenze fisiche (“io ho il pistolino”… “e io ho la patatina”… “hai due belle tette”… “e tu hai il cervello vuoto”).
Diciamolo, Eva era innamorata di Adamo… Adamo era innamorato del corpo di Eva. Quindi, serpente o non serpente, prima o poi il casino scoppiava lo stesso nell’Eden.
Uomini e donne si rapportano su livelli completamente diversi. Mentre gli uomini cercano una donna:

-         popputa

-         alta, bella e snella

-         ironica e allegra

-         dolce e con una forte dose di sopportazione

-         facile ma che non lo dia da vedere sennò toglie il gusto della conquista

-         possibilmente non intelligente. Il q.i. di base femminile è dieci volte superiore a quello maschile, e per gli uomini questa è una tremenda seccatura.

-         se è ricca è meglio. Se non lo è, basta che abbia la macchina grossa. Il tugurio ce lo mettono loro.

-      dai dieci ai quarant'anni più giovane (partic. indic. per porcini)

-         Varie ed eventuali (MORE UPDATING)

…le donne cercano un uomo:

-         sicuro, rassicurante e affidabile

-         con un bel culo e le maniglie dell’amore

-         che appare irraggiungibile per tutte ma non per loro

-         con una buona posizione sociale ed il portafoglio gonfio di conseguenza

-         simpatico, geloso e possibilmente non farfallone

-         Varie ed eventuali (MORE UPDATING)

È scientificamente provato che l’uomo è maggiormente attratto da quello che vede e la donna da quello che sente. Ora non fatemi i profondi dicendomi cose tipo: “si può vedere anche con l’anima, non solo con gli occhi”… “non si sente solo con le orecchie ma anche con il resto del corpo” …
Questa è una generalizzazione perché, se la devo dire tutta, a me l’uomo con le maniglie dell’amore (mio marito a parte) non piace (anzi, mi piace l’uomo Altopiùdi180SnelloConcapelliIntelligenzasuperioreallamediaBelsorrisoedentipureBellavoceSimpatico
AllegroConunfilodiironiaDotatodibuonemaniereDotatopropriodisuoConunbuonredditoSicuroCostante
BravocorteggiatoreManonappiccicoso………non mi viene più in mente niente ma ho scordato sicuramente qualcosa!!!!!!!!!!!!!!….. updaterò).

Ora dite la vostra...
*
POST BREVE PER STEFINA70

(che si lamenta di non capire i miei post perchè troppo lunghi!!)

A Parma oggi nevica e la mia casa è ricoperta da un freddo manto bianco
:-)

*
POST DEDICATO A DESY

Nella mia qualità di sua consulente sentimentale, elenco qua i requisiti minimi che deve avere il suo uomo ideale:
- Intelligente
- simpatico
- Ironico ed autoironico, quindi fondamentale che sappia ridere di se stesso e delle circostanze tragi-comiche della vita.
- Romantico ma non sdolcinato
- Coraggioso e determinato, ma anche flessibile.
- Assolutamente non deve essere pigro perchè a me piace viaggiare e fare esperienze nuove.
- Carino
- età compresa fra i 30-37 anni (ma dipende dalla cifra pattuita con la consulente :-D..)
SOLO coloro che sono DOTATI dalla casa madre di questi accessori, si facciano avanti :-)

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domenica, 18 marzo 2007, 08:09

Chi è la gente comune?
È gente come te? Come me? Come il tuo vicino di casa? O come le persone che incontri per strada o a fare la spesa? Per definizione, sì, la gente comune deve proprio avere la nostra faccia. Questo significa che la gente non comune possiede qualità che la massa non ha.
Ognuno vive e rappresenta la propria unicità. Io, come voi, sono unica per un milione di motivi. Per esempio:

-         Sono capace di fare palloni enormi con le Bigbabol.

-         Riesco (e non posso farne a meno) di lavarmi con l’acqua bollente

-         Conduco ogni giorno la mia battaglia contro i peli

-         La mia cucina è costituita principalmente da piatti inventati all’ultimo minuto

-         Le scarpe sono la seconda cosa che mi metto quando mi vesto. La prima è la biancheria intima. quando mi spoglio, di solito sono invece l'ultima cosa che tolgo

-         Parlo con la mia gatta

-         Parlo con la Madonna

-         Riesco a piangere ascoltando una canzone

-         La mia età mentale è ferma ai quindici anni e non ne vuole sapere di crescere

-         Alle feste mi vesto sportiva, strafiga per andare a fare shopping, ma mi sento sempre a mio agio

-         A letto sono una porca, fuori una santa

-         Non mi scaccolo quasi mai e quando vado in gita in campagna faccio la pipì nei boschi (se mi scappa)

-         Varie ed eventuali…………………………

Io non capisco bene la netta differenza fra gente comune e gente non comune.
A volte mi sento dire: tu sei speciale.
E questa è la cosa più bella che una persona ti possa dire, perché significa che sei riuscita a mostrarti per quello che sei, nella tua unicità, che hai saputo trasmettere qualcosa di te ed è stato apprezzato.
Nella vita, ci sono persone che consideriamo speciali, diverse, e per me questa è gente rara. Anzi, non è più gente ma sono persone che quando le incontri speri che continuino a fare parte della tua vita per sempre. E fai di tutto perché questo accada. Perché le persone speciali ti nutrono ogni giorno, ti vogliono bene e te lo dimostrano, ci sono quando hai bisogno e tu ci sei per loro, arricchiscono il tuo animo e la tua mente. Sono persone di cui non ne puoi fare a meno.

Io, le mie persone speciali, spero di non perderle mai…

Ma ora dimmi… Tu, in cosa ti senti unico/a? Per chi sei speciale e perché?

*

Concorso di Emozioni: la “Giornata Mondiale della Poesia”
per dare il via al più innovativo evento letterario del web

Sarà la Giornata Mondiale della Poesia, che ricorre mercoledì 21 marzo 2007, a tenere a battesimo la terza edizione del Concorso di Emozioni.

Prende il via, difatti, l’innovativa iniziativa letteraria, ideata e promossa dal Blog Manuale di Mari, Poesie e Storie d'Amore, che coinvolge centinaia di blogger, poeti e scrittori invitandoli a condividere emozioni d'amore, manifestate in poesia e prosa.

Per un mese intero, la home page di Manuale di Mari, www.manualedimari.it/blog, ospiterà due poesie o racconti scelti tra più di cento opere inedite, selezionate dal Comitato Organizzatore, ed inserite nell' Antologia del Concorso di Emozioni, il libro edito da Kimerik che sarà presentato il prossimo 11 maggio durante la Fiera Internazionale del Libro di Torino.

Grazie ad importanti partnership, quest'anno il Concorso di Emozioni si svolge sotto i riflettori di Dols.net, http://www.dols.net, il Sito delle Donne on line e di Radio Web Stereo, http://www.radiowebstereo.it, media partner dell'iniziativa che seguirà con i propri programmi l'intero svolgimento del concorso proponendo interviste, dialoghi con gli autori, letture e commenti delle opere pubblicate.

Sarà Nicla Morletti, la madrina dell'edizione 2007, illustre scrittrice ed ideatrice del celebre Premio Letterario Internazionale "Il Molinello", ad inaugurare con una sua lirica il Concorso di Emozioni.

Tutti gli amanti della lettura, della scrittura, della poesia e delle emozioni d'amore sono invitati a partecipare attivamente, leggendo e commentando le opere degli autori.
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venerdì, 16 marzo 2007, 11:38
Il sesso non è mai scontato.

Ma come assicurarci un orgasmo sicuro? Del tipo "soddisfatti o rimborsati"?

Per gli uomini il discorso è un po' più scontato perchè ragionano seguendo i loro bassi istinti (che di solito non tradiscono mai).

Noi donne siamo più cervellotiche. Insomma, non è facile trovarne una che ragioni solo seguendo l'istinto della sua Patata! A meno che non sia una ninfomane!

Abbiamo bisogno di essere coinvolte psicologicamente e possibilmente innamorate (non sempre eh). Importante è l'atmosfera non tanto il luogo perchè in certi casi può andare bene anche il supermercato. L'orgasmo poi è un traguardo che si raggiunge quando:
- l'uomo non è egoista
- l'uomo sa usare la sua Spada indipendentemente dalle dimensioni
- l'uomo riesce a capire quali sono le posizioni in cui lei "sente" di più
- l'uomo segue con enfasi le fantasie della sua donna e, se lei non ne esprime, gliele propone giocosamente lui
- l'uomo non ha fretta di vederla "venire". Se crea delle ansie, finisce che lei farà di tutto pur di finire in fretta e fingendo orgasmi solo pensati
- l'uomo sa usare oltre la Spada, anche le dita, la lingua e il resto del corpo.

L'amore è bello quando si è in due a godere. Quindi, ora serguirà qualche consiglio per lor signori:

1) scartare, ops svestire con dolcezza e mano sicura la partner... (possibilmente senza farla incazzare perchè le avete strappato le calze con l'orologio - pena: non te la presta per una settimana)
2) allenarsi preventivamente con gli ultimi tipi di ganci dei reggiseni in commercio in modo da non doverci perdere mezz'ora prima di liberare i gioielli e iniziare a deliziarli della vostra lingua.
3) ricordarsi di portare come regalino un completino (possibilmente di misura giusta ed esageratamente costoso) in maniera da non farle rimpiangere il perizoma che, presi dall'enfasi, le strapperete a morsi (a quel punto, se non lo farete voi, se lo strapperà da sola giusto per il gusto di farlo!)
4) l'ommo è ommo e ha da puzzà... ma lavarsi almeno una settimana prima è quanto mai indispensabile!
5) cercate di non identificare la vostra lei nella Cicciolina di turno, verreste in un attimo e le fareste passare la voglia di fare la sexy con voi. Se proprio dovete pensare a qualcosa, visualizzate Prodi/Berlusconi... sicuro che durerete più del previsto e le regalerete mille e più orgasmi.
UPDATE
6) fornitevi di oggettistica varia, per esempio un dildo, sarà un'esperienza piacevole e divertente per entrambi
7) compratevi una confezione di Viagra perchè dopo aver pensato a Prodi e/o Berlusca, potreste avere un cedimento morale e strutturale

Questo è un post in evoluzione. Ogni vostro suggerimento sarà prezioso e necessario per illuminare uomini a conoscere meglio l'universo femminile.

*

Prendimi,
leccami,
mordimi,
fottimi
godi
fammi godere
ma
...
non scordare
i soldi
sul comodino
quando esci.

*

Consiglio di leggere il raccontino di Giselle... sicuramente in tono con questo post e stuzzicante :-)
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mercoledì, 14 marzo 2007, 16:20
Rido.
Rido perchè oggi c'è il sole, perchè la primavera incalza e io comincio a spogliarmi, perchè tra poco inizierò ad andare in piscina, a girare in costume per il giardino e nuda per casa.
Rido perchè il mio sesto senso, alla fine, ha sempre ragione e a distanza di tempo, me lo dimostra palesemente.
Rido perchè guardo certe persone e sono consapevole che non cambieranno mai, nonostante quello che dicono.
Rido per come vanno le cose, per come sono andate e per come andranno, per i seicento e più incapaci che dovrebbero governare e che invece non sono nemmeno in grado di fare una legge per il nostro benessere.
Rido per la mia dipendenza tecnologia, perchè ho dovuto formattare il computer e mi sono resa conto che senza questa carretta sono praticamente a piedi.
Rido per la voglia di farlo, perchè della mia vita ricordo più i pianti delle milioni di volte che ho riso.
Rido ora, per qualche minuto, prima che arrivi qualcuno a farmi girare le palle.
Rido perchè mi piace ridere, perchè mi nutro della mia risata contagiosa.
Rido perchè la gente si innamora di Ado allegra, di Ado apparentemente senza problemi e soprattutto di Ado che non ne crea, di Ado che è da considerare una specie di limbo, un'isola felice.
Rido per voi, perchè ogni giorno state con me e chiacchierate, ci passate del tempo e mi volete bene tanto quanto io ne voglio a voi.
Rido perchè ve lo devo, perchè mi avete dato tanto e siete stati con me anche nei momenti bui, sopportando le mie scritte pesanti, tristi e disfattiste.
Rido perchè Ado è abituata a ridere, Ado ama donare se stessa e ciò che ha di buono, senza nulla pretendere.
Rido perchè Ado è complicata forse, ma infinitamente banale e semplice.
Mettetevi in ascolto perchè se vi sintonizzate bene potrete sentire la mia voce e ridere con me.

*

è nato un nuovo progetto ..... www.alexvictims.com


*
Mi nutro di te,
di quello che sei,
di quello che dai.
Succosa la tua anima,
colorata la tua mente,
profumato il tuo cuore che sa
di me.


Ritraggo le ali e
mi soffermo.
Rifletto prima di riprendere il volo.
Ti assaggio,
ti gusto,
ti mangio.

*

UPDATE: non sono banale ok, banali sono le amebe mentre io ho una testa complicata e in continuo movimento turbinoso. (Rido, sai perchè!)
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