Forse oggi non bisognerebbe più stupirsi di nulla.
Ma quando mio figlio viene a dirmi "Sai mamma che in Dragon Ball Z (Budokai - tenkaichi, per chi non è pratico dei giochi della PS2), c'è un personaggio che molestia sessualmente le femmine?", mi viene naturale pormi delle domande (oltre a tentare di non soffocarmi col boccone che sto masticando, visto che non avendo messo la televisione in cucina per scelta, in casa mia tutte le discussioni nascono a tavola).
Da una parte, sono felice di avere due ragazzini che, nonostante stiano crescendo, hanno il coraggio di raccontarmi anche le cose che gli creano qualche imbarazzo. Ma dall'altra, nasce una sorta di disperazione mista a impotenza che abbraccia completamente mio ruolo genitoriale.
"Scherzi?" dico.
"No mamma... se vuoi ti faccio vedere..." dice Stefano sicuro di sé.
Non che ce ne sia bisogno. So che quando mi dice qualcosa non mi racconta palle. I miei ragazzi non potevano essere diversi: hanno la sincerità nel sangue e la sete giustizia saldata fissa nella catena del Dna. Ma questa cosa mi ha scioccato e chiedo di vedere... Intanto il piccolo ridacchia mentre mi chiede cosa vuole dire molestare sessualmente, visto che a dieci anni la parola "sesso" fa già un gran ridere.
"Vuole dire toccare le tette e i culi delle donne" spiego a Richi in maniera soft.
Il gioco si carica, poi appare la schermata degli infiniti personaggi. Arriviamo a UNO dei personaggi incriminati (mi hanno detto che ce ne sono altri ma mi sono rifiutata di guardarli tutti).
Cito testualmente:
Maestro Muten... è un esperto in arti marziali.... Tuttavia, è un uomo incredibilmente sconcio che pensa sempre alle belle ragazze. In particolare, la quantità di molestie sessuali nei confronti di Bulma è incalcolabile... Il Maestro Muten arriva addirittura a chiedere ai suoi allievi di portargli delle belle ragazze, o delle riviste sconce, in cambio dell'addestramento.
Questo gioco per il grado di difficoltà, è indicato ai ragazzi dai dodici anni in su. Riccardo ne ha 10 ma ci gioca già da un po'.
Io non credo che porre una specie di censura data dal limite d'età, possa risolvere un problema di questa portata. Dodici anni sono comunque pochi perché un ragazzino sia in grado di capire che molestare sessualmente e ricattare per ottenere dei favori, siano cose serie e non da ridere. Perchè se così fosse, non ci dovremmo nemmeno stupire quando un branco di adolescenti stupra una propria compagna di classe o quando avvengo fatti similari.
Quello che mi preoccupa è che la violenza, la corruzione e le cose peggiori di questa società, siano fatte passare come una cosa fica. Ne sono un esempio, le fans sotto casa di Corona appena scarcerato: ma non era lui che seguiva la gente, la fotografava e ricattava? Boh.... e di Paris Hilton ne vogliamo parlare? Non ha neanche 25anni e non sa già più cosa fare, beve, entra ed esce di prigione, filma le sue performance sessuali e le divulga su internet...
Il trittico sesso-alcol-prigione, abbinati ovviamente al Dio denaro, sembrano essere diventati il "must" del secolo.
Che sia meglio essere poveri in canna, allora?
Ma il problema è che io, genitore, non so più da che parte prendere. La tv non gliela si può fare guardare perchè c'è bisogno di un'assistenza costante per spiegargli tutto quello che vedono e sentono. Internet, non ne parliamo: basta klikkare su un'iconcina perchè si apra un mondo di porno. Adesso anche i giochi della playstation vanno monitorati. Tutto questo, oltre l'ambiente scolastico, le compagnie che frequentano e così via. So perfettamente che fare il genitore è il lavoro più difficile al mondo. E che non basta tentare di proteggere i propri cuccioli da una società sempre più problematica e tentare di infondere loro principi di pacifica convivenza che ormai sono diventati universalmente obsoleti. Questo ormai è diventato un gioco "uno contro tutti" e, nel migliore dei casi, "due contro tutti". Ma si è sempre in pochi anche se si è in due...
Quello che mi chiedo allora è questo:
VOGLIAMO FARE QUALCOSA PER MIGLIORARE QUESTA SOCIETA' DI MERDA?
La sua attenzione era rapita dalle mani di Walter, belle, morbide, con lunghe dita affusolate che si insinuavano maldestramente fra le pieghe del suo corpo. La maneggiava con la stessa cura che un macellaio avrebbe riservato a un quarto di bue al suo ultimo giro di boa.
Ma Walter era giovane. Avrà avuto una ventina d'anni o poco più e gli si poteva perdonare quasi tutto. E poi comunque, Manuela non aveva tempo di pensare a certi dettagli. Tanto più che non aveva ancora capito che tipo di relazione legava quei due.
- Si può sapere che fai? Così ciucciavi le tette a nostra madre... a una donna non si fa così. Spostati! - Tatiana lo aveva preso per una spalla e strattonato indietro per prendere il suo posto.
- E' tuo fratello? - Manuela fissava sbalordita l'amica che nel frattempo aveva racchiuso uno dei due piccoli seni nel palmo di una mano. Prima di accostare le labbra al capezzolo, disse - Cavoli, Manu... proprio non ti ricordi del piccolo Wally? Quando venivi a casa mia, lui era ancora un ragazzino... beh, non che sia cresciuto molto di testa... pensavo però che un visino tanto bello non lo avessi dimenticato... e la somiglianza con me... gli occhi... - L'alito caldo le sfiorò la pelle e un brivido scosse il corpo indifeso.
Tatiana aveva sempre avuto il potere di farla eccitare. Tante erano state le occasioni in cui gli odori si erano mischiati a perle di sudore, ben documentate a vedere le foto sparpagliate ai suoi piedi. La mano iniziò a tormentarle la coscia, le natiche... ma un ronzio vicino le fece riprendere il controllo di sé. Indietreggiò di pochi passi, con la mora attaccata al suo corpo come una piovra, finchè non urtò con la schiena il tronco di un grande ippocastano. Il ronzio si fece più intenso. Fu un attimo. Tatiana urlò e si scostò spaventata. Un nugolo d'api si avventò su di lei che terrorizzata tentò di scappare lontano. Ma poco lontano, si accasciò sulle ginocchia e cadde riversa in avanti.
Nel frattempo, Manuela si mosse lentamente, ben sapendo che movimenti bruschi avrebbero attirato lo sciame anche su di lei. Distrasse Walter cacciandogli la lingua in gola, facendolo cadere all'indietro e montandolo, a dimostrazione della cavallerizza provetta che nella realtà era. Il ragazzo era talmente preso dalla sua scarica ormonale, che non si era reso conto della sorella, a terra, che respirava sempre più a fatica. Manuela lo strinse dentro di sé solo un paio di volte, quelle necessarie per farlo esplodere.
Gli occhi di Manuela incontrarono lo sguardo vitreo di Tatiana.
Poi l'affanno, la corsa al telefono, il 118, i medici che tentarono di rianimarla... invano.
Shock Anafilattico... dissero.
Walter piangeva sul corpo della sorella tentando di scaricare così il suo senso di colpa. Anche Manuela piangeva silenziosamente. Una lacrima per essersi ricordata improvvisamente che Tatiana era allergica alle punture d'api. Un'altra lacrima per aver notato l'alveare il giorno prima. L'ultima lacrima perchè aveva risolto tutti i suoi problemi nel modo più stupido che mai si sarebbe immaginata.
Sorrise. E il sorriso non si spense nemmeno quando incontrò lo sguardo terribile di Walter che forse aveva intuito cos'era successo, e nemmeno quando lesse il labiale "Te la farò pagare"...
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PARMA - stasera alle 21.00, spettacolo dei Fichi d'India all'Eurotorri - gratuito
Io ci sarò... ma non chiedetemi l'autografo... non è la mia serata :-D
Voglio parlarvi di un argomento che mi tocca particolarmente, i peli.
Si, lo so, non sgridatemi... non ce la faccio a resistere tre mesi interi senza riversare su queste pagine qualcosa partorito dalla mia testolina vulcanica.
Ho cominciato a 14anni a farmi i peli... dalla caviglia al ginocchio... questo mi era stato concesso da mia madre che continuava a dirmi che più mi sarei depilata più mi sarei trasformata in orso. Un tantino inibita avevo seguito i suoi ordini, fino a quando mi trovai seduta su un gradino a mangiare un gelato con un ragazzino e vidi ciò che occhio umano non dovrebbe mai vedere: l'orrore! La coscia pelosa e lo stacco!!!
La gonna corta (già allora portavo le mini... ora le guido anche) non poteva coprire lo spettacolo, così corsi a casa col groppo in gola e mi depilai tutta: gambe, inguine, ascelle... tutto ciò che assomigliava a peluria venne estirpato dal mio corpo e da allora questo rituale non ha mai avuto fine. Questa guerra al pelo va avanti insomma da più di vent'anni. Gli unici peli che amo, sono i capelli e il vestito della mia gatta.
Ho sempre amato gli uomini glabri in genere, sopportato quelli con una leggera peluria sul petto, ma proprio mi prende lo stomaco quando vedo manti pelosi che si estendono sul collo, le scapole, la schiena e sul sedere! Perchè magari l'uomo non se ne accorge... lui allo specchio si guarda davanti ed eventualmente di profilo per vedere se la pancia è aumentata o diminuita. Mai dietro.
Quello che vorrei brevettare quindi, è uno specchio avvolgente, dove la persona si infila e può vedersi in toto. Questa invenzione può tornare utile agli uomini per rendersi conto dello stato in cui sono conciati posteriormente a peli e porvi rimedio. Ma anche alle donne per verificare cuscinetti di cellulite o rotolini vari, in modo da farle desistere dall'indossare perizomi per lo meno in spiaggia.
...tutto questo per la salute dello stomaco e della vista... e l'umanità dirà grazie!
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