lunedì, 30 luglio 2007, 14:53

Luca era stato il compagno di università, delle uscite goliardiche, del sesso libero e della prima indipendenza. Haaaaa che bei ricordi... corse in moto, bagni in mare a mezzanotte, suonate sulla spiaggia, sabbia fra i capelli, corpi sciolti l'uno contro l'altro. Anche lui ebbe lo stesso flash back. Le carezzò il viso, con un fazzoletto lo ripulì dal sangue e la strinse a sé.
Nel frattempo gli altri due si erano dileguati, non riuscendo a capire l'evolversi della situazione.
La guardò con tenerezza... la tenerezza di un tempo. Quegli occhi dolci erano strani su un omaccione di quelle dimensioni.
- Ma perchè? - domandò Manuela toccandosi la guancia indolenzita. - Non ti sarai messo a rubare... dopo un dottorato in Economia a pieni voti -
- Rubare? Quello lo faccio tutti i giorni... ma è tutto legalizzato dalle leggi fiscali. -
- E allora, perchè? -
- Devo dei soldi a della gente... ricordi che mi piaceva il gioco d'azzardo, no? Ecco, è un vizio che non mi è mai passato... -
La ragazza lo guardava coi suoi grandi occhi verdi, continuando a non capire.
- ... insomma... ho giocato... ho perso... ho perso soldi che non avevo!! E qualcuno me li ha prestati. Una grossa somma, sai... beh, oggi... si, insomma... oggi sono venuti a battere cassa e mi hanno proposto di chiudere tutti i miei debiti in cambio di un lavoretto. Non avevo idea che quello da accoppare fossi tu!! Ma che gli hai fatto a quella gente? Ti volevano morta...-
Cazzo!!! Morta??? Bastò un minuto per ripercorrere la sua vita a ritroso e trovare conferma che non aveva fatto mai del male a una mosca. Ok, aveva avuto atteggiamenti libertini ma, a meno che Luciano non avesse scoperto tutto, non c'erano altri motivi così gravi per volerla morta. A meno che...
- Dimmi chi è stato! Dimmi chi è il mandante! - mamma mia! Non poteva sentirsi parlare così. Sembrava di stare nel mezzo di un film poliziesco. In che casino si era cacciata questa volta?
- Walter Bazzichelli... lo conosci? Mi ha detto solo che dovevo fare fuori quel bastardo che ha ucciso sua sorella. -
Walter... quel brutto stronzo! Non solo l'aveva fatto godere due volte (che forse erano state le uniche due scopate decenti della sua vita) ma, invece di esserle riconoscente, voleva farla fuori.
Terribile!
... terribile che al mondo ci fossero persone tanto insignificanti quanto pericolose!
In men che non si dica, i due ragazzi escogitarono un piano geniale. Walter avrebbe avuto una bella lezione!
Manuela scese dalla Jeep con un sorriso a trentadue denti stampato in faccia.
Si sentiva sollevata all'idea di avere Luca come guardia del corpo. Era sempre stato protettivo con lei e, anche se era passato del tempo dall'ultima volta che si erano visti, le cose non sembravano essere cambiate più di tanto. Si, lei era sposata adesso. Ma quello poteva considerarsi un dettaglio! Luciano non avrebbe comunque potuto tirarla fuori da quella situazione. Lui, così a modino... e la sua magrezza... insomma, non aveva il fisico adatto per uno scontro diretto con un altro uomo. Le avrebbe prese, non date. E quella faccia da bravo ragazzo... non avrebbe fatto paura nemmeno a un bambino.
Poi era meglio tenerlo fuori da quella storia. Non sarebbe mai riuscita a dare una spiegazione plausibile alla situazione, tanto meno alle foto in mano alla polizia. Cavoli... se n'era quasi dimenticata. Si sarebbe dovuta lavorare per bene l'ispettore Cortese (che, neanche a dirlo, era un bell'uomo!) e sperare che la cosa rimanesse fra loro. Ma si, perchè avrebbero dovuto coinvolgere anche suo marito? Non era in casa quando era successa la disgrazia, ed inoltre, Luciano aveva visto Tatiana solo in un paio di occasioni. "Andrà tutto bene" si rassicurò.

Mentre saliva i gradini della prefettura, si voltò a salutare Luca. "Non me lo ricordavo così carino..." pensò Manuela rivolgendogli un'ultima occhiata e sorridendo fra sé al ricordo delle acrobazie fatte assieme.
Manuela non si capacitava di come fosse possibile incontrare tanta gente legata al suo passato. Aveva cambiato città apposta, proprio per dare un taglio netto e invece, ad ogni passo, s'imbatteva in qualche personaggio che avrebbe potuto rovinarle la vita.
Sembrava una macchinazione cosmica, di proporzioni incontrollabili.
E se non ce l'avesse fatta? Se si fosse levato il vento e il polverone avesse assunto le proporzioni di una tempesta di sabbia? Dio, avrebbe preferito morire. O magari bastava emigrare all'estero? Ogni giorno in più che passava su questa terra, era sempre più incasinato. E per merito suo!
Il pensiero che seguì, la colpì con più violenza del cazzotto che aveva ricevuto poco prima dall'orango incappucciato. Presto o tardi avrebbe dovuto affrontare Luciano. E nel suo matrimonio sarebbero scorsi i titoli di coda...
Varcò l'ingresso della prefettura tentennante e fu travolta da Gnoccon e due telecamere accese. Che cavolo stava succedendo adesso?
Manuela aveva una gran voglia di piangere per la disperazione. Ma la tranquillità, dove cazzo era finita? Va bene, era colpa sua di un tot di cose. Ma Dio non poteva aspettare il trapasso per fare giustizia? Doveva davvero farla in terra?
L'ispettore Cortese sbucò dal nulla, fece scudo col suo corpo per proteggerla da quel mondo crudele (almeno, così lo vedeva Manuela) e la portò via con sé.

 
*

 ECCO I COMMENTATORI DEL POST PRECEDENTE
Blogger: lo_struzzo_nero
Blogger: AlessiBlogger: Alexios976Blogger: cadex1Blogger: rudomontBlogger: iozeligBlogger: zenzerocanditoBlogger: fantasia972Blogger: AutostimaFBlogger: D3SYBlogger: entusiasmoBlogger:

postato da AdorabileCla · permalink · commenti (16)
venerdì, 27 luglio 2007, 22:46

chiavi di google: Erotismo: giochiamo al Dottore?

"Un Angelo!" penso...
e penso anche che questa è la dimostrazione dell'esistenza divina!
Lui, fisico asciutto, perfetto, moderatamente muscoloso, indossa il suo camice bianco. Occhi azzurri che risaltano sulla pelle abbronzata, capelli leggermente brizzolati e un sorriso smagliante che non mi molla da quando mi vede entrare in ambulatorio.
Io, hot pant e magliettina gialla fluorescente con scritta di paillettes sul seno, che rimanda luci da discoteca a ogni passo. Ma vista l'ora, va più che bene e poi mi sono buttata addosso le prime cose che ho trovato.
Senti dottorino, giochiamo?... Ti va? Lo so che mi vedi in ottima salute ma, per l'occasione, mi fa male qua... e qua... e forse anche qua! Ma quel sorriso è impresso a fuoco, o la bocca puoi usarla anche per fare altro?

Un simil colpo di tosse improvvisato, rimbomba alle mie spalle. Acc... vero, non siamo qui per me... é il bimbo, sono due giorni che ha mal di orecchie, dottore... è sicuramente otite. Se ci prescrivi l'antibiotico sgommiamo. Si, me l'hai già detto che sei un cardiologo e probabilmente hai anche il mercedes sleccecc e un conto in banca da fare paura, ma non dirmi che al pronto soccorso mettono uno che non sa guardare dentro un orecchio perchè non ci credo. Mica ti ho chiesto di fargli una Tac!
...
Aspettare venti minuti? Che arrivi il collega? Perchè tu non sei in grado? Guarda che non te lo chiedo più di giocare al dottore se fai così.

Sono le cinque di mattina e mi trovo in una città deserta che non è la mia, con un bambino che non sa dove stare dal male e l'altro che è in preda a un attacco di ridarola. Lo porto fuori a prendere una boccata d'aria per vedere se gli passa. Macché... è proprio contagiosa. Attacco anche io a ridere senza un perchè e le due guardie all'entrata ci guardano sospettose. Smettiamola che ci ricoverano alla neuro d'urgenza, piccolo!
- ...mi incazzerei anche io se mi ridessero dietro... - ci guardi e scuoti la testa. Ma cazzo. E' la situazione che ha del paradossale. E poi non è incazzato, vuoi vedere? Rientro...  - Signora, venga... - ...ecco, vedi? Bastava che tu uscissi che lo visitava subito! Poi fa una cosa incredibile, prende l'apparecchio e visita il bimbo.

Ora mi chiedo... perchè, brutto deficiente, non l'hai fatto prima? - Si, l'orecchio è arrossato, ma deve aspettare le 7 e mezzo che arrivi l'otorino, così lo visita lui. - Eh??? Ma mi hai preso per un soprammobile da tenere lì due ore per guardarlo? Senti, dottorino, ho un'idea... facciamo un altro gioco (tanto mi hai fatto passare tutta l'enfasi erotica del momento): quello del mago. Tu fai la soubrette. Io ti lego mani e piedi e ti appendo alla porta, poi mi bendo e comincio a lanciare i coltelli. Vedrai, ci divertiremo un sacco!

ECCO I COMMENTATORI DEL POST PRECEDENTE
Blogger: stazioneterminiBlogger: AutostimaFBlogger: cadex1Blogger: iozeligBlogger: pippopi70Blogger: peppegarBlogger: lo_struzzo_neroBlogger: fantasia972Blogger: GiselleBBlogger: annehecheBlogger: entusiasmoBlogger: Blogger: Blogger:

postato da AdorabileCla · permalink · commenti (28)
mercoledì, 25 luglio 2007, 22:42

jeans

Ti ho trovato proprio lì, dove mai avrei immaginato di incontrarti.
Hai aspettato che mi facessi vicina. Poi, con un solo dito, mi hai sollevato il mento verso l'alto, per chiudermi la bocca spalancata dallo stupore.
"E tu che ci fai qui?..." Il silenzio ci ha abbracciato e portato via. Noi, prigionieri fra terra e cielo, in un moto ondulatorio continuo che ci ha sempre rimandato l'uno contro l'altra.
"Abbiamo un conto in sospeso, io e te... ricordi?" hai detto stringendomi fra le braccia.
Ricordo? No, che non ricordo. Era tutto perfettamente chiaro, chiuso, finito. Forse tu non ricordi...
Scuoto il capo, e i capelli mi finiscono davanti agli occhi e così non ci vedo più niente. Nell'avvolgermi sei perfino riuscito a bloccarmi, e questo mi infastidisce. Non ho possibilità di movimento, di fuga... anche se di fuggire non ho intenzione. Sento il tuo alito sul viso, fresco... sa di menta... afferri una ciocca di capelli fra le labbra e la sposti gentilmente di lato.
Mi verrebbe voglia di dirti "Lasciami", ma non lo faccio. Non so perchè. Forse perché mi piace sentire i brividi lungo la schiena ogni volta che la tua bocca mi sfiora. "Ancora..." sussurro mentre mi ritrovo ad aspettare un altro bacio ad occhi chiusi.
E così un bacio segue l'altro, sempre più intensi, più profondi, che accarezzano l'anima.
Al solito, non capisco più niente.
Sento che mi stringi più forte. Mi sollevi e i piedi non toccano più terra. Sembro una bambola, fra le tue mani. E questa tua capacità di gestirmi, di riuscire a farmi qualsiasi cosa, mi ha sempre affascinato. Io, che non permetto a nessuno di dirmi cosa devo e non devo fare, mi arrendo piacevolmente con te, ogni volta.
Un tavolo. Neanche m'era accorta che ci fosse. E ora ci sono seduta sopra. La gonna attorno ai fianchi, gli slip completamente bagnati.
Tu che non lasci mai la mia bocca. Anche se ti piace sentirmi protestare, sei troppo goloso di me per lasciarmi andare.
Mi lasci libera, ma non me ne vado. Sono troppo belle le tue carezze... sui capelli, sul collo, la schiena, le gambe... fra le gambe.
E averti dentro me, che meraviglia.
Finalmente mi lasci respirare, e urlare di piacere.
Il tuo sguardo è intenso e sicuro, come sempre. La tua faccia, da sberle... anche quella, come sempre. La tua espressione si fa compiaciuta mentre mi vedi godere, e dici "Tu sei Mia".
Ma dico... ti pare il momento per fare certi discorsi? Decido di non risponderti, rovinerei tutto...
E poi, lo sai. Mi conosci. Io sono solo di chi Amo... dovevi tenermi quando mi avevi, ora è tardi.
Ma ne riparliamo un'altra volta... se ricapita... ora muoviti... ho ancora voglia di te...

*

ECCO I COMMENTATORI DEL POST PRECEDENTE
Blogger: lo_struzzo_neroBlogger: fantasia972
Blogger: Blogger: D3SYBlogger: entusiasmoBlogger: Blogger: Blogger: Blogger:
 

postato da AdorabileCla · permalink · commenti (34)
martedì, 24 luglio 2007, 23:25

Un uomo che inventa se stesso ha bisogno di qualcuno che creda in lui,
per dimostrare che ce l'ha fatta.

Non è solo il bisogno di essere creduti, ma quello di credere in un altro.

Avete capito benissimo: amore.

*

In Chat assume nick indefiniti, che non lasciano carpire la natura della sua vera identità. Si registra come donna, perchè è così che si sente, che si vede. È timida, ma il suo desiderio quasi disperato di sentirsi accettata per quello che è, diviene palpabile e fora con violenza lo schermo. Racconta di com’è difficile riuscire ad inserirsi in un qualsiasi tipo di gruppo di persone che non siano come lei. Forse a causa della sua improbabile altezza, o delle lunghissime gambe affusolate, o ancora di quei graziosi piccoli seni che, abbinati ad un nome tanto ingombrante (Alvaro), le creano continuamente il vuoto attorno.

A volte pensa che sarebbe più facile essere semplicemente gay. Invece la natura l’ha dotata di un corpo che milioni di donne vorrebbero avare. Magari col viso meno mascolino... magari senza pene.

Quando le chiedi che lavoro fa, dice ridendo “la puttana!”. Solo in privato, e se le regali un briciolo di finta amicizia, ti confessa che sognava tutt'altra vita.

I suoi clienti solitamente non le danno problemi. Sono sempre gli stessi e, più o meno, chiedono le stesse cose, magari con qualche variante… ma tutte cose che, se non con uno con l’altro, le ha già fatte.

I suoi grandi occhi blu hanno versato molte lacrime, la maggior parte per colpa di un'anima che si è infilata per dispetto in un corpo sbagliato.  

Vuole l’amore… vuole un amore.

Lo desidera con tutta se stessa.

Allora quando esce, finge pur di raggiungere il suo scopo. Ha affinato le sue armi, e nasconde così bene la sua parte maschile, che i più hanno trovato la sorpresa direttamente tra le lenzuola di un motel. Qualcuno è rimasto a giocare con lei, stuzzicato dall’idea di quel frutto proibito a sua disposizione. Ma, passato l’attimo, se n’è andato.
Lei però non si arrende: ci dovrà pur essere al mondo, un uomo in grado di amarla per quello che è?!  

Passa le sue serate in discoteca, dove è sempre corteggiatissima, e si presenta con nomi ogni volta diversi... Michela, Samantha, Sofia, Claudia (???!)... sperando di incontrare, non tanto il Principe Azzuro, ma semplicemente un uomo che riesca ad amarla per quello che è, anche se non è donna al cento per cento.

*

Questo racconto è dedicato a TE, che forse ti sei scontrato con quell’essere meravigliosamente ibrido di cui parlavo prima. Stupito? Scioccato? Eccitato?… comunque sia, non pensare però che adesso, dietro ogni bella donna, si nasconda un Alvaro...

Perchè magari può essere così, ma è più probabile che non lo sia.

*

 ECCO I COMMENTATORI DEL POST PRECEDENTE
Blogger: artemidoroBlogger: fantasia972Blogger: Robba12Blogger: entusiasmoBlogger: ChitBlogger: rudomont

postato da AdorabileCla · permalink · commenti (23)
lunedì, 23 luglio 2007, 22:34

Per rinascere, devi prima morire. Come puoi ancora sorridere, se non avrai prima pianto? Come conquisti il cuore del tuo amore, senza un sospiro?

*

Profondo blu.

Dritta su di uno scoglio che fende il mare, ascolto il suo richiamo. La sua essenza cerca la mia, per fondersi in una cosa sola. È pericoloso, mosso, troppo mosso, ma non posso fingere di non sentirlo. Non posso fingere sempre... per sempre...

Devo andare... Capisci? Devo...

- fossi in te, non lo farei... -

... So cosa pensi "testona, finisce che vai a farti male... E chi ti ripesca laggiù?"

Al solito, ti ascolto e tentenno. Riesci sempre a farmi vacillare, a rendermi insicura. Tu, e la tua fottutissima razionalità.

- neanche io lo farei - si aggiunge l'altro spaventato.

- per onor di cronaca, noi te l'avevamo detto! -

Ecco, detta così però mi suona come una sfida. - non resta che verificare allora... - dico.

Mi isolo e m'impongo di non ascoltarvi più. Posiziono i piedi sul bordo del masso, fletto le ginocchia, porto le braccia dietro il corpo e mi concentro. Inspiro ed espiro più volte, adattando il ritmo alle onde del mare. Bene, sono pronta.

Non mi volto. So che il tuo sguardo mi convincerebbe a tornare sulle mie decisioni.

I muscoli fanno per tendersi e scattare ma si immobilizzano dietro un semplice - se ti butti te, vengo anch'io -

Gli butto un'occhiata curiosa. Lo studio. Soppeso la sua paura e, anche se vibra nell'aria, decido di premiare il suo coraggio.

- sei sicuro? -

- si... -

Gli sorrido e lo prendo per mano. Lo conduco più avanti, in acque più calme, lasciando alle spalle quelle che danzavano libere coi tumulti del mio cuore. Lui non deve farsi male. Camminiamo scalzi sulle rocce, in fila indiana, mentre i miei occhi non si staccano dalla superficie animata che mi schizza dispettosa. Mi deride, lo so. S'aspettava uno scontro fisico con me, voleva vedermi lottare con tutte le mie forza e sentirmi gridare, esultare per la mia vittoria. Voleva vedermi reagire... Ma non sa che mi sarei lasciata andare.

Dei sub, completamente bardati, si calano poco più giù. A confronto con le loro mute, il mio bikini bianco sembra un fazzoletto stracciato.

Non m'importa, io vorrei essere nuda adesso in questo incontro col mare.

Mi siedo e lascio che l'acqua prenda i miei polpacci, che un'onda mi strappi a morsi gli slip. È ora.

- sei pronto? -

Il tuo si è poco convinto... Vado prima io. In un attimo, la pelle non è più pelle, il corpo si uniforma al cosmo e ne diventa un tutt'uno.

Si butta anche lui. Il mio cucciolo...  guardarlo è come riflettersi allo specchio.

- vieni -

Nuota. Nuota verso di me. Ha ancora paura, ma mi raggiunge, mi tocca e i suoi occhi si fanno subito più tranquilli. Lo porto in mare per una ventina di metri dalla costa.

Sotto di noi, il blu. So che per te è abbastanza. Ti riporto a riva, ti aiuto a salire. Tutto gocciolante, mi dici - e tu? -

No, piccolo... Ora lascia stare la mamma. Le braccia prendono l'acqua, la spostano, la prendono a schiaffi, e mi fermo solo quando sento i polmoni che bruciano dallo sforzo e non ce la fanno più. Mi metto a pancia in su, come un pesce rosso scoppiato, e tremo.

Le lacrime sgorgano lievi e si liberano nell'acqua salata, accogliente come sempre. È ora di cercare la consistenza del mio corpo in tutto quel mare, e di chiedermi se sono ancora capace di amare. Perchè non lo so.

postato da AdorabileCla · permalink · commenti (13)
mercoledì, 18 luglio 2007, 21:05

MANUELA (ATTO XIII)

 
Manuela aveva accettato il lavoro di Gnoccon in televisione. Non sapeva bene cosa avrebbe dovuto fare, ma qualsiasi cosa era meglio che rimettere le mani su quel filmato pubblicitario in cui compariva anche Tatiana. il senso di colpa riusciva, in certi momenti, a toglierle il fiato.
Era spaventata di se stessa. Sapeva di essere disinibita, conosceva e accettava quella parte nascosta che non riusciva a stare lontana da situazioni particolarmente intriganti ed eccitanti. Ma non credeva di essere in grado di arrivare a tanto. Aveva voluto fare del male a Tatiana e l'aveva fatto con la freddezza di un assassino professionista. E poi, l'eccitazione nel vedere l'amica esalare i suoi ultimi respiri... l'orgasmo travolgente che le aveva scosso il corpo quando l'aveva vista chiusa in una immobilità definitiva.
"Sono un'assassina" pensò Manuela.
In quello stato non avrebbe retto all'interrogatorio che ci sarebbe stato da lì a un'ora. Quello stupido di Walter... Non gli era bastato chiamare il 118, no... lui aveva dovuto scomodare anche le forze dell'ordine! E nonostante i medici avessero dichiarato Tatiana morta a causa di uno shock anafilattico, le prove fotografiche che il ragazzo aveva dato all'ispettore Cortese a supporto della teoria che Manuela aveva ammazzato sua sorella, aveva fatto nascere un punto interrogativo su quello che avrebbe potuto diventare "un caso".
Manuela non aveva mai sentito di interrogatori fatti alle dieci di sera. Possibile che i poliziotti non andassero mai a dormire? Gran brava gente però!!
Luciano aveva ricevuto una telefonata da una certa Linda e si era precipitato in studio per chissà quale urgenza. Ma chi era questa Linda? Non ne aveva mai sentito parlare...
Fatto sta che erano le nove e mezzo ed era sola come un cane, dopo una giornata tutt'altro che rilassante. Aveva indossato un abitino blu collegiale e due ballerine ai piedi che la facevano sembrare una ragazzina di quindici anni. Si guardò per l'ultima volta allo specchio prima di uscire. Era soddisfatta di sé: con quella faccia acqua e sapone, chi avrebbe mai potuto accusarla d'omicidio? L'unica preoccupazione era per le foto che l'ispettore aveva in mano. Ecco, in quegli scatti non rendeva proprio l'idea dell'innocenza...
Imboccò il vialetto buio per raggiungere la macchina con il pensiero in testa di come risolvere il problema foto. "Pensa Manu, pensa!"... con Winnie the Pooh funzionava quel mantra... perchè con lei sembrava di no?
Anche una città piccola come Parma poteva fare un po' di paura in certi momenti, come in quello. La serratura della portiera era scattata ma non fece in tempo a salire che tre energumeni comparsi dal nulla l'avevano circondata. Uno l'afferrò per le spalle bloccandola. Manuela, immobilizzata, tentò di gridare, ma fu colpita in pieno viso da qualcosa di pesante... forse un pugno... forse un mattone! Il terzo uomo si avvicinò facendo volteggiare in aria una spranga. Le previsioni non erano delle migliori. Un rivolo di sangue scivolò giù dall'angolo della bocca e, con un balzo, macchiò l'abitino.
Manuela era stordita. Alzò lievemente il capo e vide il suo aggressore proprio davanti a lei con l'arma alzata verso il cielo. I loro occhi si incrociarono per un attimo... quell'attimo sufficiente perchè lui potesse riconoscerla. - Manuela...- disse con voce stupita. - Lasciala! - ordinò poi a quello che la teneva stretta.
La ragazza si accasciò su se stessa, ma venne prontamente raccolta da due braccia forti e muscolose che lei ricordava bene, erano quelle di .. Luca!
 
postato da mamyforever · permalink · commenti (27)
martedì, 17 luglio 2007, 19:02
- mamma mamma . . . guarda quello! - 
Un materassino è mezzora che gira e si è venuto ad arenare poco distante da noi. Io, senza lenti, vedo giusto un corpo sopra ma non capisco bene. Quindi chiedo - ma è un uomo o una donna? -
- è un uomo... Ma è vecchio... Per te non andrebbe bene -
 
(wwssvvtybnjjnnkkljklòèbddfgg!!!!!!)*
 
************************
- certo che così fai vedere tutto... -
- ma che dici. È bianca ma non è trasparente... Vabbè, ho capito, mi metto il reggiseno -
- Ma no, fai come vuoi... Tanto  è roba tua -
 
(wwssvvtybnjjnnkkljklòèbddfgg!!!!!!)*
 
************************
 
- papà... Papà... Lo sai? Dentro al negozio c'era un uomo, che aveva anche un figlio e una moglie, ma quando ha visto mamma non faceva che guardala e sbavava -
- esagerato! Guardava solo se compravo qualcosa! -
- eh... Lascia stare... Le donne sono tutte uguali, se non vengono guardate, impazziscono -
 
(wwssvvtybnjjnnkkljklòèbddfgg!!!!!!)*
 
 
************************
- ... Sei bellissima... -
 
(wwssvvtybnjjnnkkljklòèbddfgg!!!!!!)*
.....
 
************************
 
 (wwssvvtybnjjnnkkljklòèbddfgg!!!!!!)= imprecazione universale comprensibile anche da abitanti di altri pianeti.
 
ADO
 
postato da mamyforever · permalink · commenti (19)
domenica, 15 luglio 2007, 22:06
Portarmi in quei piccoli deliziosi centri turistici può essere snervante per qualsiasi persona normale ma, a volte, è impossibile non farlo. Mi ficco in ogni negozietto (anche se in tutti ci sono più o meno sempre le stesse cose) per scovare qualcosa di particolare da portare via con me. Ieri ho comprato un bellissimo cappello di paglia ad esempio. Ci perdo un sacco di tempo: guardo, ascolto quello che dicono le persone in dialetti o lingue diverse. Ascolto le storie e gli aneddoti che mi raccontano e vivo un pò della loro vita. I miei uomini si rompono quasi sempre le palle e mi fanno da body-guard a turno. Meno male che ne ho tre... Uno non sarebbe sufficiente... Ed io sarei "troppo" per uno solo (come è già stato amplamente dimostrato). La mia convinzione di essere nata per stare sola è sempre più forte... E sarà il tempo a darmi ragione.
postato da AdorabileCla · permalink · commenti (20)
venerdì, 13 luglio 2007, 16:15

C. ...ma perchè si ricordano spesso solo le cose negative?

Claudia.  forse perchè sono quelle che feriscono...  le cose belle fanno stare bene e si vorrebbero sempre...

C. Brava! Questa mi è piaciuta. Però pensavo... dev'essere terribile... chiudersi per difendersi... rifiutare le altre persone...

Claudia.  Beh, io invece sono comportamenti che capisco. Anche io quando voglio liberarmi di fardelli pesanti, mi isolo e rifiuto il mondo intero

C. Si, ma dico... metti il caso che uno ti ha scopata male, mica devi pensare che tutti gli uomini siano così!

Claudia. No, che c'entra... uno non deve generalizzare. Ma metti il caso invece che uno ti abbia rimbecillito per del tempo con "Ti amo da morire" e palle varie, al momento che dimostra il contrario e di aver detto solo grandi cazzate, perdi fiducia nell'amore e anche in tutti gli uomini che per sbaglio o per davvero te lo dicono. Insomma, è un meccanismo naturale.

C. ...capisco... ma non rifiuti tutto il genere maschile!

Claudia. bah... nauseata, inizialmente si... tranne quegli uomini che ti parlano del tempo e delle condizioni meteorologiche generali, ovviamente!

*

Mi coccolo con le note di una canzone

di cui possiedo ogni royalty.

Mia

... e lì, su un manto morbido e bianco fatto di nuvole e zucchero a velo,

ti stringerò la mano e finalmente incontrerai i miei occhi...

*

Ricordo a Paola che oggi scade la seconda scommessa e in tutto mi deve dieci euro! Verrò presto a Roma a riscuotere!
Un consiglio sorellina: non scommettere più con me che perdi sempre ultimamente!
Sono più strega io che te fata. ;-)

*

ECCO I COMMENTATORI DEL POST PRECEDENTE
Blogger: timelineBlogger: ragazzoBlogger: sevensistersBlogger: stella2682Blogger: artemidoroBlogger: fantasia972Blogger: Robba12Blogger: keypaxxBlogger: entusiasmoBlogger: Blogger: ChitBlogger: Blogger: ilbaronettoBlogger: anneheche
E SENZA AVATAR ConfiniRiaperti - stefina70

postato da AdorabileCla · permalink · commenti (14)
giovedì, 12 luglio 2007, 18:31

FOGLIO ILLUSTRATIVO

Leggi attentamente questo foglio prima di prendere il medicinale
- conserva questo foglio, potresti aver bisogno di leggerlo di nuovo.
- questo medicinale è stato prescritto per te personalmente.

CONTENUTO

A COSA SERVE

A stare bene, ridere, sorridere, coccolarsi, emozionarsi, amare l'amore, palpare la dolcezza, curare la propria anima, imparare a leggere.

COME PRENDERE ADO (posologia)

Prendila quando vuoi, prima o dopo i pasti non importa, due tre volte al giorno, si, ti bastano... (Cleptomania - Sugarfree)
Se si dimentica di prendere Ado, non prendere una dose doppia per compensare eventuali dimenticanze. Prendi la dose non appena ti ricordi.

POSSIBILI EFFETTI INDESIDERATI

Come tutti i medicinali, Ado può avere effetti indesiderati tipo: stanchezza, spossatezza, irrequietezza, giramenti di testa, difficoltà a prendere sonno, vampate di calore, aumento del desiderio sessuale, assuefazione, paure e fobie varie, rigetto del genere femminile.

QUANDO INTERROMPERE LA CURA

Anche se ti senti bene, non interrompere l'assunzione di Ado improvvisamente. Se lo ritieni necessario, riduci gradualmente la dose lungo un periodo di almeno due settimane prima di interrompere definitivamente (onde evitare crisi d'astinenza, di pianto, depressione)

*

ECCO I COMMENTATORI DEL POST PRECEDENTE
Blogger: lo_struzzo_neroBlogger: DolceleiBlogger: PAThOsLOGICOBlogger: fantasia972
Blogger: Blogger: annehecheBlogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger: Blogger:
E SENZA AVATAR ConfiniRiaperti - stefina70

postato da AdorabileCla · permalink · commenti (56)