- Vede questo segno? Me l'ha fatto il tubo di scappamento della Mini. Si può togliere? - - No, è una bruciatura. Il segno resterà... -
Ok, ho capito: non ci puoi fare nulla. A che serviranno i dottori se quando hai un bisogno non sanno aiutarti... ma allora, perchè mi hai scritto il tuo numero di cellulare su un foglietto e me lo hai dato?
I misteri della vita!
Vabbé, grazie Mini.
Sono andata in giro per due mesi, facendo vedere le gambe a destra e a manca, in cerca di consolazione. Alla fine è toccato anche al venditore di auto, un ragazzo biondo dagli occhi azzurri e vispi, che mi fa: "tutte le nostre clienti tornano marchiate. Ci faremo mettere la scritta della nostra concessionaria "Reggio Motori" così ci facciamo pubblicità -
Che ideona! Sei un genio, ragazzo. Sgrunt!!!
Vabbé (e due). Dovrò rimediare con un tatuaggio. Ma cosa posso farci fare su un quarto di luna rovesciato? Si accettano suggerimenti e disegni.
*
Quando ero piccola, mia madre non sopportava proprio il mio carattere riservato (poco anche adesso, a dire il vero, anche se ora preferisce sapermi tranquilla, così sta tranquilla anche lei) - Claudia, non devi stare sola, parla con gli altri bambini. Fatti amici e amiche nuovi/e - mi diceva, e non perdeva occasione per presentarmi qualcuno.
Mio padre me lo dice ancora - Claudia, devi essere più affabile con i clienti e i fornitori. -
SONO UNA BAMBINA CATTIVA, sono una bambina cattiva, sono una bambina cattiva... lo scriverò altre trecento volte e forse alla fine ci crederò anche io... forse...
E' che ci vuole così poco... insomma, io non so se capita solo a me, ma sarà la mia faccia ad ispirare: prima o dopo, mi broccolano.
*
- scusa... mi sai dire che ore sono? -
E me lo chiedi col cellulare in mano? Devi avere un modello sfigatissimo che non dispone di orologio incorporato. - Sono le 4 - ..."però... sei carino... moro, ricciolino, fisico atletico, occhiali da sole, jeans e camicia a righe lasciata uscire in parte morbidamente in vita. Hem... mi verrebbe voglia di sistemartela per bene nei pantaloni,..." Ma i miei body-guards arrivano subito e mi portano via. Tu mi lasci gli occhi addosso... e io a te...
*
- scusa... mi sai dire che ore sono? -
Oh, potresti non urlare? Tutta la corsia s'è girata. Pelato, brutto e grassoccio. - Sono le 19 - e scappo via in cerca dei miei body-guards che scompaiono sempre quando ne ho bisogno. Tu mi lasci gli occhi addosso, ma io me ne guardo bene.
*
Insomma, era un po' che non mi abbordavano con la scusa dell'ora, ma devo dire che è sempre carina. Di solito, mi si avvicinano e cominciano a parlare, a dire banalità assurde. La maggior parte fa venire voglia di scappare all'istante (infatti, prendo e me ne vado), alcuni fanno davvero ridere (e ci scambio qualche battuta). Concludendo: l'aspetto e la simpatia, sono la cosa che su di me fanno presa all'inizio. E voi? Cosa devono fare per conquistarvi? Cosa fate per conquistare?
Io, per conquistare, STO ZITTA! (quando parlo, rovino sempre tutto!)
Ti sei mai chiesta perché a te capitano certe* cose e agli altri no, e viceversa?
*= generico. eh!!
(Io si, me lo sono chiesta. E ho la mia risposta. E voi?)
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- Claudia, volevo invitarti a un aperitivo, il 15, a palazzo Magnani... un mio amico presenta un libro e ha invitato gli addetti al settore. Se vieni ti presento a un po' di gente -
Come rifiutare un invito così carino del direttore della mia banca?
Mi piace conoscere gente nuova, soprattutto persone che hanno interessi in comune con me. Non tanto gli scrittori, ma gli artisti mi piacciono un sacco. Poi è un semplice aperitivo, in un bellissimo palazzo di Reggio Emilia.
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APERITIVO ---------> PRANZO----------> CAFFE'
Negli anni, ho imparato a riconoscere, dagli inviti, le intenzioni che si avevano nei miei confronti. Le voglio rendere pubbliche, per dare un servizio utile alla società.
Chi ti invita per un aperitivo, solitamente lo fa perchè ti trova simpatica e vuole passare con te un po' di tempo, cazzeggiando o parlando amichevolmente di lavoro. Sono, in genere, gli inviti più soft e tranquilli. Se il tipo ti piace e lo trovi di buona compagnia, accetta senza farti troppi problemi... intanto, dura poco.
Chi ti invita a pranzo, ha voglia di scoprirti, di capire chi sei. Da come una persona sta a tavola, da come mangia, dalla loquacità, ma non per ultimo, se ti apre la porta e ti cede il passo, si capiscono un sacco di cose. La più importante è "se ti va di rivederlo o no". Se uno grufola, parla con la bocca piena, fa scena muta o si dimostra un buzzurro... chi te lo fa fare di uscirci nuovamente?
Se il tipo ti piace, accetta l'invito. Se dopo dieci minuti che siete insieme, vedi che è una palla, non ti obbliga nessuno al sacrificio: passa dall'antipasto al dolce senza passare dal via! ... e addio!
Se, invece, si dimostra figo come pensavi, passa al caffè...
Chi ti invita per il caffè, ha solo uno scopo: portarti a letto.
Se il tipo ti piace, indipendentemente dal quoziente intellettivo, simpatia e doti varie, accetta l'invito.
SE IL TIPO NON TI PIACE, EVITA DI SPRECARE IL TUO TEMPO, E GUARDA OLTRE.
Ovviamente questi parametri sono personali. Qualcuno pensa che, dietro a un invito, c'è sempre e solo uno scopo (scoparti). Io non sono di questa idea. E voi?
* ECCO I COMMENTATORI DEL POST PRECEDENTE E SENZA AVATAR ConfiniRiaperti - Stefina70
- 6 per 4… 12! Ah, no… 16! – mi guarda coi suoi occhioni dolci.
- … 24, no? – Il piccolo ride. – 24, è vero! –
Meno male qualcuno ride. Io, al contrario, prevedo un altro inverno durissimo fatto di compiti, studio, voti, note, colloqui con i professori, incontri fra genitori, ecc, ecc, ecc. Due palle! Era meno pesante quando andavo a scuola io. Studiavo, mi divertivo. Facevo un po’ dannare i professori per il comportamento reazionario (ero la paladina dei deboli e dei perseguitati) ma compensavo con i bei voti.
*
- Visto? C’è ancora Andrea quest’anno. È carino, vero? –
Ha sui venticinque anni. – Si… carino… - dico titubante.
Le altre mi guardano inorridite. – ma come, non ti piace? A me, se ci stesse… -
Dunque, premesso che non era mia intenzione analizzare la fauna maschile in pantaloncini, mi adeguerò ugualmente ai vostri discorsi. Innanzi tutto, penso che se l’allenatore non ti ha scopata in questi due anni che ti sei proposta in mille modi e con altrettanti atteggiamenti chiari e sfrontati, forse non ha interessi nei tuoi confronti. Per quanto mi riguarda, il tipo è sì carino, ma troppo giovane per immaginarlo impegnato in performance sessuali con la sottoscritta. - A me piuttosto piace quello – e indico un ragazzo atletico sui trentatré anni, completamente rasato e super abbronzato. - … e poi anche Paolo… allena quelli del 98 quest’anno. -
Eravamo ragazzi assieme. O meglio, io avevo 14anni e lui sui venti. Era una testa matta, frequentava pessime compagnie… insomma, proprio il tipo “canaglia” che piaceva a me. In più, era bellissimo e devo dire che negli anni non ha perso il suo fascino… anzi. - Paolo? Dai… io non l’ho mai considerato da quel punto di vista… sai, siamo amicissimi da quando eravamo bambini –
Ecco. Fatto il danno. Qua le chiacchiere volano ed è sicuro che glielo andrà a dire subito. Così, se lui mi rivolgerà la parola in pubblico, ci costruiranno su una storia. Immaginaria, ovviamente! (Maledizione)
Mi chiedo spesso cosa porti la gente a farsi tanto i fatti altrui. Perché attorno a una chiacchiera, c’è un gran lavoro di ricerca, raccolta informazioni, diffusione della notizia. Un dispendio di tempo ed energie incredibile. Voi sapete dirmi cosa porta le persone a concentrarsi su altri anziché su se stessi?
Io preferisco vivere la mia vita, e non marginalmente quella degli altri.
ISSIMA NEL BENE… E NEL MALE…
* ******************** UPDATE***********************
Al fine di favorirmi la vostra lettura in tempi che saranno sempre più ristretti,
invito tutti gli amici ad attivare i feed rss
(blog - configura - feeds)
per permettermi di leggervi con outlook.
(...e scrivetemi magari l'indirizzo http...)
GRAZIE
*
Insomma, non è che se una vi dice "Vuoi vedere la passerina" poi ve la fa vedere davvero... o si?
Beh, io comunque no. E' risaputo in tutto il globo che sono solo "chiacchiere e distintivo"!
Volevo presentarvi il mio ultimo acquisto: la minigonna antistupro!
Forte, vero?
Vabbé, non rende molto l'idea. Comunque è una minigonna con sotto il pantaloncino. Solo da Coronel Tapiocca si trovano queste chicche. Invito i fiorentini a visitare il negozio ai Gigli. Ci sono un mucchio di cose carine e particolari.
Perchè voi dovete sapere che, Ado e la moda, hanno un rapporto di amore-odio. Sfoglio molte riviste femminili. Capita che legga qualche articolo... ma non sempre. Solo se l'argomento è interessante (cosa rara) o graffiante. Solitamente guardo le figure, o meglio le foto, che trovo bellissime. Si, le modelle sono bellissime, gli abiti sono glamour, trucco e pettinature a volte da brivido (o da paura). Insomma, bravi fotografi! La maggior parte dei vestiti sono però introvabili (per chi abita in campagna come me che, per fare prima potrebbe rivestirsi di foglie) e importabili.
Poi, tante cose che propongono, proprio non mi piacciono.
Siccome il dottore mi ha ordinato di fare belle camminate salutari per l'anima e per la testa, colgo spesso l'occasione di passeggiare per le vie del centro (anche perchè è quasi impossibile trascinarmi a scarpinare per boschi). E' così che creo il mio guardaroba: se girellando qualcosa mi colpisce, non c'è prezzo che tenga. Entro e lo prendo.
Funziona nella stessa maniera per scarpe, vestiti, tecnologia e gioielli (anche per gli uomini). Per me e per i pupi.
... doveva trovarsi proprio lì, il negozio di Unoaerre? Quell'acquamarina era eccezionale. Erano anni che ci pensavo... bella la collana, risalta il ciondolo sulla mia abbronzatura. E anche l'anello... bello con quei diamantini... Due bei pacchettini mi hanno fatto... E mi chiedo: ma dove vi nascondete quando c'è bisogno di voi???????????? :-)
Non so.
C'è qualcosa che non va.
E' ricominciato uno di quei periodi a rischio nervi, in cui ogni cosa si sgretola.
Impegnarsi in qualcosa di nuovo, che sia un progetto, un'amicizia, una relazione, risulta essere solo una quantità immane di energia sprecata.
- Possibile che li conosci tutti tu quelli poco normali? -
(è brutta detta così, però sembra di sì. Non riesco a rapportarmi con persone equilibrate. Prima o dopo, tutti sbiellano, INDIPENDENTE DA ME e mandano a puttane il lavoro fatto insieme. Le incomprensioni sono all'ordine del giorno. Non c'è più la voglia di chiarire, di darsi delle spiegazioni. Si chiude. Punto e basta. Si scompare. Io devo essere rimasta l'unica sulla Terra che necessita ancora di sentirsi dire le cose in faccia, giusto per avere la possibilità di replica, in ogni caso. Non temo i confronti nemmeno col Papa. Figuriamoci con qualche idiota di turno. Ma non tutti hanno una coscienza. Ed anche se questo è un problema loro, mi sfiora quando mi accoltellano alle spalle. Ecco. E vaffanculo! Ah, per la cronaca: SCRIVERE PER ME E' UN DILETTO, non essendo un lavoro. Di conseguenza, deve darmi SOLO soddisfazioni e non preoccupazioni. L'idea di lavori e progetti collettivi è definitivamente accantonata. Ci vuole stima e correttezza per queste cose e sono caratteristiche che fatico trovare in abbinata.)
Oggi sono morti anche quattro dei nove gattini nati la settimana scorsa e uno è lì lì.
- Te l'avevo detto che non sarebbero sopravvissuti tutti... è la natura -
(si, vabbé, però... no, non l'accetto. I lutti e le separazioni sono distruttive per il mio animo.)
Rivolgo lo sguardo al cielo, sfinita. Tutto ha bisogno di essere coltivato, dall'amore, all'amicizia, con costanza e coerenza... ma sono tutti troppo concentrati su se stessi per riuscire a vedere OLTRE... oltre il loro naso.
E' morto.
Il mio Asus è morto. Non aveva compiuto ancora quattro anni.
- che computer compro, adesso? Ale ha detto che non mi venderà mai più un computer in vita sua -
- ... eh, ci credo... tu comunque devi prendere uno di quei portatili che fabbricano per l'esercito. Sono indistruttibili - - ... seeee... chissà quanto costano! E poi a me basta un pc normale! -
- a te, le cose normali durano tre ore! Tu non usi il portatile come un portatile! Fidati, quei toshiba vanno anche sott'acqua! - - sgrunt! Per me un portatile si porta a giro, quindi il mio viene sempre con me! (anche nella neve, se mi pare) -
....
(... io non mi ritengo così distruttiva. Non è colpa mia se la tecnologia è limitata! I pezzi si deteriorano con l'uso e i programmi entrano prima o poi in conflitto l'uno con l'altro creando casini immani. Cosa dovrei dire io che, una volta ogni sei/otto mesi, devo formattare il pc perchè da di matto?)
Dopo uno studio approfondito delle caratteristiche tecniche dei portatili in commercio e un esame del mio conto in banca, la scelta si è compiuta!
Ladies and Gentlemen
I wish to introduce you
my new acer aspire 5920g Gemstone
Splendido, vero? Devo dire che a me ha colpito particolarmente l'estetica (al solito... per ogni cosa!)
Ci metterò un anno per imparare tutte le sue funzionalità, nonché per capire windows vista. Mediaworld mi ha proposto anche l'estensione della garanzia di altri due anni. Ovviamente ho accettato!!! Così, per 4 anni ogni acciacco dettato da virus, incompatibilità varie, influenze o cancri, è coperto dalla casa madre. L'unica cosa che non mi piace, è che ha una web cam vga, con una risoluzione schifosa che farebbe apparire orribile anche miss Italia. Vabbè... per quanto è costato, potevano metterne una da 1.3mpx. Io comunque non la uso, quindi sono a posto!
Ah, sta esalando gli ultimi respiri anche il cellulare. Ne ho già adocchiato uno che mi piace (e che pertanto a breve comprerò), e se qualcuno di voi riesce a farmelo avere ad un prezzo bassissimo, gli offro da bere :-)
Trovare il proprio posto nel mondo, nell'universo, quando tutto sembra essere fuori luogo.
Non conosco persona che non si ponga problemi esistenziali sul chi è, cosa fa e perché lo fa (o ha fatto). O io conosco tutti sbarellati, o gli unici esseri umani veramente sereni sono i bambini, svincolati da giochi di ruolo imposti dalla società.
Rifletto su alcune affermazioni
Mi piaccio?
Solitamente si, a volte no... forse più si che no, ma dipende da un sacco di cose. Da come mi sveglio, da come dormo, dal fatto che mi si faccia arrabbiare o meno nel corso della giornata. Insomma, da figa posso sentirmi uno straccio e viceversa. (Piacersi, significa stare bene con se stessi. Se si sta bene con se stessi, si sta bene di riflesso anche con gli altri.)
Mi voglio bene?
Ma si, abbastanza dai. Abbastanza da non permettere di farmi calpestare più di tanto. Anche se la mia posizione preferita è orizzontale, fare la parte dello zerbino non fa per me. Rischierei di fare inciampare troppa gente. (Volersi bene è il primo passo per imparare ad amare ed essere amati. Nessuno vorrebbe avere accanto una persona autodistruttiva, lagnona, insoddisfatta. Regola di cui fare tesoro.)
Sono buona?
Buona... tendenzialmente si, ma non amo essere sfruttata. (Essere buoni va bene. Essere stupidi, no... sarebbe da STUPIDI)
Ho un bel carattere?
Ehm... si (!?!?). Mi trovo bene con pochi, ma, al contrario, tante persone si trovano bene con me (mistero!!). Chi scelgo per amico ha una posizione preferenziale nella mia vita, di ascolto, di disponibilità, di aiuto, di umanità. Vivo l'amore come una scala: chi gode del mio amore, può chiedermi tutto (tranne i soldi!). (La solarità è la qualità che più si apprezza nelle persone, i lineamenti distesi del viso, i gesti lenti e calibrati. Sapersi porre nel modo giusto, apre tante e tante porte. Il virtuale in questo non aiuta ma inganna solamente)
Fondamentalmente non mi sento a mio agio in questo mondo. Ci sono troppe cose che non condivido, molte situazioni mi provocano forti reazioni violente. Odio l'ipocrisia e la stupidità che, regolarmente, riescono a contagiare tutti. Prima o poi temo che toccherà anche me. Detesto le guerre, la fame nel mondo, la ricchezza spropositata, la violenza, le ingiustizie e millemila altre cose.
Che post del cavolo...
*
> Scusa, ti sembrerò troppo diretto, rischio molto a far così, probabilmente non ne otterrò nulla, ma non amo perder tempo, ho una proposta "indecente" da farti, ma nulla di rischioso, se ti va di saperlo... possiamo scambiarci il contatto msn. dimmi tu
no, ti ringrazio. Sarei miliardaria avessi accettato tutte le proposte indecenti che mi hanno fatto. Amo la mia povertà, ci sono affezionata ormai.
Ciao
non sarebbe stata quel genere di proposta... molto meno cinematografica la mia... senza coinvolgimenti...
pazienza
ma se vuoi:
...........................@libero.it
**** BENEFICIENZA?****
****Il mondo è pieno di crocerossine, basta dare la propria disponibilità ****
Come può, un essere così piccolo, fare tanti cuccioli?
Assisto all'evento della nascita, ogni volta, con vivo stupore. Mi da gioia.
In tre ore, la mia gattina ha partorito una secchiata di simil topi variopinti. Uno spettacolo.
Tre smiagolii e un micio. Altri tre, un altro ancora. E così via.
Insomma, non proprio come succede a noi donne.
Ne conosco molte che hanno rinunciato alla maternità per non rischiare di sformare il proprio corpo e per la paura del parto.
E' vero, il corpo cambia. Diventa più morbido, più vissuto, non per forza brutto!
E il dolore... indubbiamente quello c'è.
Io, ricordo, che andai bella bella in ospedale, spavalda come sempre, con la scritta in fronte "Io non ho paura di niente". Dopo otto ore di travaglio minacciai di morte il ginecologo che decise all'istante di fare un cesareo. Questo per dire che c'è sempre una soluzione a tutto!
Ma merita... quello che ti danno i figli, nessun altro te lo può dare, nel bene e nel male. Un rapporto di concambio apparentemente sbilanciato, ma il cuore sa bene che non lo è mai.
Qualcuno, tempo fa, mi disse "Possibile che non esista al mondo uomo o donna per cui valga la pena morire?"
Ora come allora, rispondo di Sì... io per i miei figli morirei (ma spero che non ce ne sia mai bisogno).
*
PRIME REAZIONI
- Io li ucciderei... -
- Anche io... -
Eh??? Siete impazziti?
Sarà che devo ancora smaltire traumi giovanili, ma questi gatti non si toccano!
Ci penserò io a trovare una casa a ciascuno di loro.
Piuttosto, se non ci riesco, li metto sull'albero di Natale al posto delle palline!
Amo la terra rossa, il campo, inizialmente bello tirato, che si riempie di impronte. Segni di scarpe che si inseguono, che ci ripensano, che cambiano direzione. Un campo di combattimento che documenta la fatica, il sudore versato, la vittoria o la sconfitta.
Purtroppo, qua è sintetico e un po’ trascurato.
In effetti, non si viene nel Chianti per giocare a tennis ma piuttosto per riempirsi lo stomaco di buonissimi vini locali a feste del tipo “Calici di stelle” per svegliarsi la mattina successiva con i postumi di una sbornia spaventosa. Ma io non sono una turista, sono a casa mia. In più il mio stomaco sta ancora smaltendo eccessi di alcol datati e non ci penso minimamente di tormentarlo senza validi motivi.
Iniziamo con poca euforia, con i bambini fra le gambe che vogliono giocare con noi. Qualche tiro fin troppo controllato, la racchetta che non sento più mia e che ho l’urgenza di cambiare. Un colpo. Per poco non sbirillo il piccolo. Meglio stare ferma, mettermi da parte e lasciarli giocare fra di loro. Il sole va e viene. Aspettando il mio turno, studio i miei cuccioli, i loro movimenti un po’ goffi, la loro incredibile energia e voglia di imparare. Sorrido, pensando che in questo, sono rimasta anch’io una bambina. E sono orgogliosa di loro, di come stanno crescendo, forti e indipendenti.
Dopo un po’ che corrono, vengono a dissetarsi.
Finalmente sta a me. Io ho bisogno di metterci forza nel gioco, deve prendermi, devo darmi, totalmente, fino allo stremo delle forze, con un vinto e un vincitore… sennò non mi diverto. E non solo nel gioco…