Finalmente sei arrivato. Ti aspettavo.
Ho mandato a letto i bambini, dopo che li hai salutati. E lui se li è portati via, rivolgendomi lo stesso sguardo interrogativo e la solita domanda silenziosa "è lui?". Lui sta aspettando di sapere con chi me ne andrò. Ma io non gli ho risposto. Perchè ancora non lo so.
E' che la nostra diversità, mi attrae ma mi spaventa. Così come mi spaventa l'altitudine, il buio che mi avvolge. E stare su questo balcone a un passo dal cielo è sì romantico, ma non mi sento tranquilla. Che, tra l'altro, è un balcone senza ringhiera e, se mettiamo un piede male, voliamo di sotto.
"Tesoro, ho paura dell'altezza" ti dico.
Mi guardi, sorridi. "Davvero?"
Eh, secondo te, sto scherzando? "Si, io mi siedo"
"Ora mi siedo anche io" rispondi. Però non ti muovi. Prendi tempo. Intanto studi il mio volto, i movimenti. Io vorrei invece che tu mi stringessi forte, che mi proteggessi. Come se mi leggessi nel pensiero, ti fai vicino e in silenzio mi cingi con le braccia, ed io ricomincio a respirare.
Avrei voglia di rientrare, di fare l'amore, lentamente, di sentirti, annusarti, amarti. Ma sento che i tuoi tempi sono diversi dai miei, che prima mi vuoi conoscere e amare per ciò che sono e non per il mio corpo. Ed io, che ho conosciuto tutti uomini che hanno fatto il percorso al contrario, mi sento sbandata.
"Lo sai che da qui, se allunghi una mano, puoi afferrare le stelle?" dici.
"Davvero, Tesoro? Provaci. Io chiudo gli occhi, qui, sul tuo petto. So che quando li aprirò nuovamente incontrerò due stelle brillanti a un passo da me"
E' che sono andata a trovare un mio amico. Lui è dottore.
E gli ho vomitato addosso tutti i miei pensieri, quelli che considero i miei problemi, il mio stato d'animo. Gli ho detto cosa sento dentro, cosa provo, perchè soffro, perchè rido. Gli ho fatto domande assurde a cui nemmeno un dottore può dare risposte. Domande sull'Anima, su ciò che siamo, sul perchè siamo così fragili... o per lo meno, perchè sono io così fragile... e sono andata avanti a chiedere tanti perchè. Mi sentivo ebete. Nemmeno fossi una bambina di 5 anni. A volte mi vergogno di farmi vedere per quello che sono realmente.
Lui mi ha detto che non serve farsi del male per rabbia verso gli altri, che non sono come vogliamo. Mi ha detto che il nostro silenzio non è comprensibile per gli altri e, molto spesso, neanche le nostre parole sono condivise.
Saggio quest'uomo. Grande amico.
Allora che resta? gli ho chiesto. Parlare o stare in silenzio? Non essere capiti e non essere condivisi sono comunque brutte sensazioni. E a proposito di sensazioni, gli ho detto "Sono stanca di prendere calmanti. Sono mesi che vado avanti così e sono lo stesso agitata e triste. Ci vorrebbe un miracolo per rimettermi in piedi. Tra due settimane, compio gli anni e vorrei potermi suicidare con cognizione di causa, quindi smetto di prendere qualsiasi porcheria che sto prendendo."
Mi ha preso per mano. Mi ha detto che io ho bisogno di parlare, parlare e parlare. E che lui è sempe disponibile per me. E che se non mi decido ad aprirmi con qualcuno, è meglio che vada in terapia per imparare a vivere meglio.
Ma può un'Anima funzionare meglio? L'Anima non è forse quel che è?
Io non ho soldi da buttare via in psicologi e non mi va nemmeno di raccontare le mie paranoie a un estraneo. Meglio farlo con voi, no? Ormai un po' mi conoscete. Sapete che razza di bestia sono.
Trattatemi bene, per favore.
Confiniriaperti mi dice di smetterla di scrivere cose tristi.
Cauta mi dice di tirare fuori la mia ironia, che serve sempre, anche a vedere meno nere le cose.
Qualcun altro mi dice che leggo con disattenzione i testi e li interpreto male.
Personalmente, non mi sembra di scrivere cose tristi. Almeno, io non le vivo così. Sono solo riflessiva e, a volte, lo faccio a voce alta. Anche perchè mi piace sentire cosa ne pensate voi, che magari mi aiutate a superare i miei limiti mentali.
L'ironia fa parte di me, del modo di vedere la vita e soprattutto la gente. C'è e la uso, sempre. O quasi.
Poi, può anche darsi che, leggendo dei post o dei commenti, non ne afferri il senso. E' umano. Così com'è umano restarci male se ci sente trattati male. Ma ritengo molto offensivo il volermi far passare da stupida a tutti i costi, ribadendo il fatto che non ho capito. Io non mi ritengo stupida e non amo essere presa in giro e/o derisa. E' stupido però doverlo scrivere e sottolineare. Quindi, in fondo, un po' stupida la sono veramente visto che finisco per fare cose stupide.
E' evidente che non prendo queste cose virtuali con la solita leggerezza di sempre.
Quindi credo sia giusto prendere una pausa. Che duri un secondo, un minuto, un giorno o un anno. Tanto io sono così. Sono ciclica. E passerà anche questa.
Perchè poi, è tutto virtuale, no?
- mamy come si traduce "l'esperienza più bella e quella più brutta della mia vita"? -
- Max, come tradurresti questa frase? Serve a mio figlio per la scuola -
- Così....................................................................................-
- Grazie -
- ...e le tue? quali sono? -
- la più bella è quando sono nati i miei figli. La più brutta è quando sono nata io. -
- ...ma sei scema??? -
Il fatto è che, per quanta autostima o boria una persona possa avere, nessuno è indispensabile e siamo tutti sostituibili. Per dire, morta un'Ado se na fa un'altra.
Quando avevo i bambini piccoli, la mia massima preoccupazione era che, se mi fosse successo qualcosa, il padre dei miei figli avesse trovato in fretta una sostituta per crescerli
.... ehmm... sono ancora viva e ho sprecato anni a preoccuparmi per niente! Vabbé...
*
Una futile discussione con parole senza senso che volano.
Per chiuderla lì, guardo mio figlio e dico - senti, lascia stare. Non importa -
Lui batte il pugno sulla tavola e mi fissa - eh no. Ora ne parliamo. Delle cose, bisogna parlarne -
Sono rimasta a bocca aperta... giuro.
Da dove arriva tanta saggezza?
Non sarò stata io a ripetergli di non chiudersi in se stesso? che delle cose, anche se fa male, bisogna parlarne? Ho paura di si.
Allora perchè sono anni che tronco ogni genere di discussione?
Adesso non so se ritenermi una che predica bene e razzola male, oppure no. Comunque è molto più semplice arrendersi, che lottare.
Non tutti comprano Amica. E non tutti lo leggono. Viene più facile sfogliarlo e abbuffarsi di immagini, fino a nausearsi di pubblicità. Nell'ultimo numero però, ho trovato un articolo carino che può interessare anche a voi. Si tratta del punto L. Sì, viene dopo il G e si trova alla base del pene e per l'uomo è una zona altamente erogena. Può essere stimolata con la masturbazione, il sesso orale, un rapporto completo.
Nel primo caso la donna deve masturbare il partner premendo con il pollice il suo punto L.
Nel secondo caso deve invece concentrarsi sulla punta con un ritmo costante. Si crea così un effetto-aspirazione che viene trasmesso al punto L.
Il terzo caso è il più complesso: l'uomo deve possedere un muscolo pubo-coccigeo sviluppato e la donna essere in grado di creare con i muscoli vaginali il giusto effetto-aspirazione.
Esercizi e tecniche si trovano su www.lomb.it/index.php?dl_state=browse&id=205
E voi, siete dei buoni "aspirapolveri"? Io si ;-)
Vivo un momento di grande difficoltà nei miei rapporti personali, quelli stretti. Fatico ad accettare l'idea che una separazione rada al suolo ogni cosa, fino ad arrivare alle basi della mia storia. Sembrano tutti lobotomizzati, chiusi nelle loro menti ottuse, incapaci di andare oltre.
I miei "vivi e lascia vivere" non sono presi nel modo giusto... proprio da loro, che hanno sempre fatto scelte sulla base del loro benessere, non del mio.
Il mio "accettare le persone per quello che sono" non è contraccambiato, e sembro sempre quella in fallo, quella che sta dalla parte sbagliata della barricata.
Tutti chiedono, ordinano silenziosamente, negando di farlo.
Tutti si improvvisano giudici, credendo di avere in mano le uniche verità assolute.
Tutti si aspettano qualcosa di ben preciso da me.
Ma cosa vogliono. Che imparino prima ad amarmi... per come sono, coi miei pregi e difetti, come Donna.
Salgo sulla collina e mi perdo dietro le nuvole che corrono sopra di me. Arriva una voce col vento che mi dice di avere pazienza. Ché con la gente bisogna averne tanta. Ma mi pesa... mi pesa avere pazienza.
Cerco il mio pensiero felice. Entro nel piccolo bimotore costruito in giardino coi lego e volo verso l'isola che non c'è, per riposarmi e decidere con calma cos'è giusto dire, fare, baciare, lettere o testamento.
(Liberami con le tue mani...scioglimi Liberami dal vuoto che...è insopportabile Trattienimi nei tuoi respiri,non li soffocare mai Nascondimi negli occhi di un'estate di sogni e fate E mi vedrai ancora qui accanto a te Mi renderai inossidabile E'impossibile non esserti sensibile,complice Non sopporto che sia così tanto facile Perdermi in te)
Dove sei?
Riflettendo, poi... non mi resta che ridere al pensiero che ho deciso da qualche anno di non credere più negli oroscopi, ma che forse il trio Medusa ha ragione dicendo che il 2008 sarà segnato da un Saturno contro Pesci. Che non deve essere nulla di buono visto che la macchinetta self service ieri mi ha ciurlato dieci euro e la pompa, incastrata male, mi ha fatto la doccia con litri di diesel.
... se non ridere, almeno sorridere... sì, quello si... sempre...
RIASSUNTO:
Marge, stanca della routine famigliare, molla tutti e va a casa di parenti lontani per una pausa di riflessione. Dopo pochi giorni, a casa Simpsons, sono in braghe di tela e non sanno più a che santo rivolgersi. Allora, Homer carica i figli in macchina e raggiunge la moglie deciso a riprendersela. FACE TO FACE : ti prego Marge, torna a casa! : no, Homer. Io ho bisogno di sentirmi utile, di sentire che qualcuno ha bisogno di me. : torna a casa, c'è bisogno di te! : si, ma non basta. Ho bisogno di un uomo che mi ami e che me lo dimostri. : ................................. torna a casa, c'è bisogno di te! CONCLUSION
Homer combatte contro dei teppisti per difendere degli "stupidi" leoni marini e dimostrare a Marge quanto la ama. Così, lei torna a casa.
*
I Simpsons non sono un granché istruttivi, ma la puntata di qualche sera fa, unita ai commenti del post precedente, mi hanno fatto pensare a quanto segue:
A) L'amore si trasforma. Questo è un dato di fatto. La passione e il trasporto che si provano nei primi mesi o anni (se va bene), vengono sostituiti da sentimenti che rendono un rapporto più stabile e affidabile, se li si sanno apprezzare. Tanti, al giorno d'oggi, continuano ad avere una visione adolescenziale dell'amore e quando non sentono più il coinvolgimento emotivo e sensoriale che c'era all'inizio, concludono di non essere più innamorati e, i più, mettono fine al rapporto. Personalmente fatico ad avere una visione matura dell'amore. Mi infastidisce non provare emozioni con chi ho al mio fianco. E' anche vero che non riesco ad immaginarmi vecchia e sola... che se non c'è uno, di sicuro ci sarà un altro al mio fianco. Non è triste la vecchiaia in solitudine?
B) Sia agli uomini che alle donne basta poco per essere felici. I primi vogliono essere curati, si accontentano dell'essenziale e che non gli siano rotte eccessivamente le palle. Noi donne vorremmo invece essere trattate come principesse, amate, ascoltate e coccolate... che detta così, sembra chissacchè. In realtà, sarebbero sufficienti pochi gesti quotidiani per farci felici. Insomma... poche necessità per entrambi, ma completamente agli antipodi. Come fa una coppia a reggere a lungo? Qual è il collante giusto da usare?
C) Amore, passione, affetto, attrazione. Sono cose ben distinte, che si possono miscelare insieme, ma che comunque raffigurano relazioni differenti. L'Amore è il massimo. Chi ha amato profondamente almeno una volta nella vita, sa perfettamente che non sarà facile riprovare qualcosa di tanto grande per qualcun altro. La Passione è un mix ben calibrato di affetto e attrazione. Molti preferiscono la Passione all'Amore perchè quest'ultima regala emozioni molto intense anche se non vanno a radicarsi nel nostro Io più profondo. L'Affetto si basa sulla stima e la fiducia. Può legare amici, colleghi, persone che condividono gli stessi interessi e non è necessaria una presenza fisica né tantomeno costante. L'Attrazione è un qualcosa di animale che nasce dai sensi, un effetto pelle travolgente che può regalare magnifico sesso. A questo proposito, io pensavo che i single, essendo liberi e frequentando molte persone e ambienti diversi, avessero la possibilità o almeno la facilità di provare Attrazione per qualcuno. Da qui, ero anche convinta che facessero molto più sesso delle coppie regolari, ma sentendo molti amici, pare che non sia proprio così. Perchè? Le donne sono anche più disinibite dei secoli precedenti. Tante volte sono loro a fare il primo passo. Ma davvero l'uomo non ne approfitta?
D) Si arriva a un certo punto della vita in cui, ciò che hai, sembra non bastare più, o non faccia più per te, o ancora che la vita ti abbia dato già così tanto che dubiti che il futuro possa riservarti ancora qualcosa. Questo, più o meno, capita a tutti. C'è chi ribalta la propria vita, chi si crogiola nell'insoddisfazione, chi si butta fuori e prova tutto e di più. Ma non sono le cose materiali che dovrebbero dare il senso di felicità e di pienezza, soprattutto guardandosi intorno e vedendo quanta gente soffre per le guerre e per quello che non hanno. Cos'è che fa la vera felicità? Non ditemi l'Amore... a questo proprio non ci credo.
<si… idromassaggio, vista giardino, bar in camera… cose così> dice allegramente.
Tentenno. Lui non è stupido, capisce. <Cla… qualcosa non va?>
Qualcosa… tutto e niente, in effetti. O più semplicemente, sono io che non vado, che non giro nel modo giusto.
<Vince, non credo che riuscirò a venire>
<Sarebbe a dire?>. Il tono della voce si è fatto serio, duro.
Sarebbe a dire che ho mille impegni e non so come liberarmi…
Claudia, che cazzara che sei. Neanche tu ci crederesti a una scusa del genere.
Già. La verità è che non voglio iniziare una storia a distanza, ché so già come vanno queste cose. Finiremmo per vederci una volta al mese… per scopare, ecco. Per passare ore al telefono, ore a guardare il cielo e sognare qualcosa che non potrà mai essere. No. Non voglio legarmi. Perdonami.
<Non so come fare. Ho il lavoro, i ragazzi. Venire a Milano… per di più in Fiera non ci affacceremmo neanche.
Vivo la tua frustrazione. La sento pesante, nell’aria. Sei arrabbiato e deluso di me. <Sono mesi che ne parliamo e ora…>.
Ora chiamami stronza, codarda. Offendimi, ma parlami. Non lasciare che la nostra amicizia scivoli via.
<Vince, mi vuoi bene?> sono avvilita. Non mi piace ferire le persone a cui tengo.
<no, io ti adoro… è diverso. Venivo a Milano per stare con te. Non me ne importava niente della Fiera. Mi pare impossibile che tu non lo capisca…>
Si che lo capisco. E tu capisci che se non me ne fregava niente di te, venivo, ti scopavo e non mi facevo altri problemi? <anche io ti adoro, lo sai, vero?>
<no… non lo so più…>
La telefonata finisce con un brutto silenzio che lascia quel vuoto tagliente che segna la svolta di un rapporto. Ma forse è giusto così.
Incontro spesso la mia Anima, più di quanto io stessa voglia.
Mi ascolta in silenzio, sempre. Noi non abbiamo bisogno di parlarci. Basta uno sguardo, un cenno, e ci capiamo.
Non è facile trovare simili intese. Specialmente con qualcuno così profondamente uguale a te. Ci vuole tempo, come per tutte le cose. Darsi una possibilità. La possibilità di conoscersi, di mostrarsi per quel che si è.
La mia Anima è bella. Io meno. Io sbaglio. Lei non sbaglia mai.
E mi giudica. Spesso severamente. Io cerco di spiegare i miei perché. Lei capisce, ma fatica a perdonarmi. Certe volte l’ho odiata per la sua intransigenza, per il suo modo obbiettivo e insindacabile di vedere le cose che non dava spazio ai miei respiri.
Io non piango spesso, ma quando l’ho fatto so di averla ferita. Ogni mio errore le ha procurato una cicatrice profonda. Perché quando ho sbagliato, l’ho fatto alla grande, senza mezze misure. Lei ha sanguinato. Poi un giorno mi ha messo con le spalle al muro e mi ha detto <Claudia, la finisci di farmi del male? … farci…>
Lì per lì, ho finto di non capire. Ché viene bene a tutti fingersi stupidi. Ma lei ha fatto leva sul suo spirito di sopravvivenza. Ha spezzato il mio vortice autodistruttivo. Ha chiesto aiuto ad altri, visto che io mi ostinavo a non ascoltarla. Mi hanno messo la camicia di forza, imbavagliata, attaccata a un respiratore, le cannule di drenaggio, le flebo. Sentivo urlare “Libera… Libera!!... non dobbiamo perderla… Libera!”
Ho riaperto gli occhi che piangevo a dirotto. Ed eravamo io e lei, una di fronte all’altra, ad un’altezza vertiginosa. Il filo oscillava spaventosamente. Complice, il vento.
Mi ha urlato <vuoi davvero morire?>
Io non sapevo cosa rispondere. Avevo voglia di dire di sì…
<Claudia… Claudia…> ha scosso la testa, continuando a tenere lo sguardo fisso su di me <Lo sai che insieme ce la faremo, vero?>
In cuor mio, ho sempre saputo che non mi avrebbe mai abbandonata.
L’Anima, in fondo, è attaccata morbosamente al corpo.
Ho annuito e tirato su col naso, come fanno i bambini.
Se prima mantenere l’equilibrio era quasi impossibile, il vento all’improvviso si è placato. L’altezza si è trasformata in un semplice marciapiede. E tutto ha ritrovato una proporzione
Lei, col dorso della mano, mi ha sfiorato la guancia. Si è fatta più vicina… ancora di più… sempre di più… ed è tornata a far parte di me.
Bastano semplici gesti, al giorno d'oggi, per cambiare qualsiasi tipo di relazione.
Come, per esempio, aggiornare il firmware del cellulare e scoprire, a posteriori, che il back-up della rubrica personale non era riuscito ed ora non hai più nessun numero di telefono. Oppure accettare l'aggiornamento di msn messenger e congelarti quando ti accorgi che non è compatibile con vista, che non ti disinstalla più, che non riesci a ripristinare la vecchia versione o una versione qualsiasi.
Nel primo caso, pensi che comunque chi ha voglia di sentirti prima o poi ti chiamerà e allora memorizzerai di nuovo il numero. E' un modo come un altro per snellire una rubrica colma di contatti che non sentivi da tempo.
Perdere messenger mi mette un po' più in crisi, perché è un modo istantaneo per relazionarmi con quei pochi a cui tengo. L'amica veneta e quella sarda. Il Casanova milanese che mi fa battere il cuore. Il mio amico alessandrino preso dal suo menage a trois con una coppietta. L'altro torinese che si sta innamorando. I miei ex coi quali non voglio tagliare di netto e che tengo come esempio di errori commessi e da non rifare.
Ogni persona ha il suo significato, mi ha arricchito ed ha, o ha avuto, la sua importanza.
Tagliare, chiudere... quando non sei tu a decidere ma devi subire le situazioni, soffri. E' inevitabile.
Non so se sarò in grado di risistemare il mio messenger, perchè mi chiede un pacchetto di installazione (questo---> Install_{518B3E76-4C05-4F30-A802-D87FB2086B67}) che non trovo da nessuna parte.
Inoltre, il problema è essenzialmente mio, che ci tengo a certe persone e non vorrei perderle.
Mi sembrano così lontani quei tempi in cui passavo ore sdraiata su un prato a guardare le nuvole correre in cielo. Ho sempre pensato tanto, troppo, e a volte mi chiedo se sono mai stata serena in vita mia. Felice sì, ma serena non so.
Ho sempre vissuto grandi conflitti interiori e, alla fine, per darmi un po' di pace ho lasciato andare le redini della mia vita lasciandola libera di andare, imbizzarrita. L'ho osservata da lontano, l'ho vissuta ai margini, quasi come non fosse la mia.
Mi sono isolata, in un mondo affollato.
Mi sono sentita sola, quando ero circondata da tanti.
Ho osservato le persone andare e venire, ne ho rubato l'anima e i cuori, ma ho continuato a vivere la mia profonda natura umana, fatta di solitudine.
(Claudia, la finisci? sembra che sei sul punto di suicidarti!...davvero? Ma io sto solo parlando di me. Sono così, fra alti e bassi... prendere o lasciare)
In questi giorni di sole, la gente sembra rinata. E' palpabile il buonumore, la voglia di innamorarsi, di ballare, di ridere e di vivere, semplicemente.
Io mi sdraio, invece, sul mio prato col naso all'insù, col cellulare in tasca che non si sa mai, con la voglia di me, con una tristezza di fondo e il sorriso sulle labbra.
E finché avrò respiro, continuerò a chiedermi che senso ha questa vita...
*
UPDATE
TECNOLOGIA DECISAMENTE NEMICA VISTO CHE DA STAMATTINA NON MI SI PUO' COMMENTARE. RISPONDO QUI A TUTTI I PVT: NON SO PERCHE'!!!! NEL SENSO CHE IO NON HO TOCCATO NULLA DI STRANO. SARA' SPLINDER A FARMI GLI SCHERZI :-((