... sono anni che non ho più la casa libera, tutta per me.
Tre uomini, dal più grande al più piccino, me la lasciano libera. Uno va via per lavoro per un po', l'altro va in gita, il piccino troverà accoglienza altrove a seconda delle mie necessità.
Sarò finalmente proprietaria della mia casa, e non più solo la regina (che più della corona, mi da l'idea della donna col grembiule e i mestoli in mano).
... e mi sento un po' ragazzina, con addosso la stessa euforia di quando i miei se ne andavano ed io potevo finalmente organizzare qualche festicciola intima.
Quindi, prima cosa da fare: organizzare una festa. Per pochi, gli amici stretti, quelli che frequento ma che ho voglia di vedere da sola. Così preparo una minilista. E gli inviti. Poi penso alle cose che devo preparare: scegliere la musica adatta, allegra e da sottofondo, ché oltre a ballare dobbiamo parlarci e coccolarci di storie e ricordi comuni; ordinare qualcosa da mangiare; scegliere con cura e personalmente il bere.
... ché mi va di bere quel tantino in più, per non pensare... per godermi chi c'è, inebriarmi di bollicine, ridere, divertirmi, fare l'amore con qualcuno di cui non conosco il nome e forse nemmeno lo conoscerò. Per poi svegliarmi il giorno dopo, col suo profumo sul corpo e la pelle arrossata per il tanto sesso.
... però, pensandoci, tutto questo esula dalla festa. Anzi, questo programma lo tengo buono per un'altra serata...




















