Bevo il cappuccino. Ha un sapore strano, stamattina... diverso. Diciamolo: fa schifo. Ma era un po' che non mi fermavo da A. per la colazione e, dopo un invito, non mi sembrava carino starmi anche a lamentare.
- come va col tipo? - chiedo. (il tipo è uno con cui ha un inciucio. uno che si sta separando. uno con un sacco di problemi) - beh, dopo la litigata di due mesi fa', le cose non si sono più sistemate. Il tipo dice che se tengo a lui e a quello che c'è tra noi, devo essere io a cercarco e strisciargli ai piedi -
La brioche è ripiena di marmellata alla ciliegia, davvero buona. L'assaporo con gusto, tenendo la bocca impegnata il più a lungo possibile, in modo da non essere obbligata a esprimere la mia opinione. - che ne pensi? che faresti? -
Choffff... chofffff... ecco, lo sapevo: mi è andato tutto di traverso.
Come "che ne penso"... penso che il tipo è uno stronzo. Punto. Penso che io non striscerei ai piedi di nessuno, tantomeno a quelli di chi amo, se questa è la richiesta. Penso che nè in amicizia nè in amore bisogna pretendere. E che l'orgoglio uccide i sentimenti, tanto quanto l'indifferenza o forse più. Penso che le persone bisogna meritarsele... e che se LUI ci tiene a voi, dovrebbe venirti incontro con un sorriso e non con la boria di chi si sente "grande". Che io, i palloni gonfiati, li buco. Li detesto.
Cosa farei? Beh, A... non è importante cosa farei io. Valuta bene cosa provi per lui e decidi. Ché la vita rischia di sfuggire dalle mani senza che neanche ce ne rendiamo conto.
Proprio ieri parlavo con un mio amico sulla quantità di teste di minkia che costellano la terra. E lui mi diceva che l'unico modo per affrontare queste persone è mettersi al loro livello. Allora mi è venuto in mente il film "scemo e più scemo" ed ho pensato che M. non ha tutti i torti.
Nel senso che se tu sei più scemo di uno scemo, le cose che dice e che fa lo scemo non ti creeranno particolari preoccupazioni. Ai giorni nostri, un titolo che va forte in ogni sala del mondo (anche se non ne avete mai sentito parlare) è "Stronzo e più stronzo". E trasponendo il concetto dallo scemo allo stronzo, possiamo tranquillamente affermare che abbiamo trovato la soluzione a tutti i nostri problemi contemporanei: essere più stronzo di uno stronzo, così... semplicemente. Il concetto non prevede restrizioni di sesso, religione e razza.
... che non si può sempre dare la colpa agli altri di quello che accade. Nelle varie situazioni, c'è spesso una compartecipazione. Troppo comodo dire: io non l'ho fatto perchè neanche tu l'hai fatto. E così via. E' da conigli... e, come dice un'amica (!!), i conigli si mangiano!
... che è brutto chiamare una persona quando si è raffreddati. Non si fa'. Perchè mentre tu dici "però... che bella voce che hai", capisci che l'altro non potrà mai dirtelo in queste condizioni. Mannaggia. Senza contare che potrebbe anche pensare "MMiiiii che voce... se tanto mi da tanto, questa è di sicuro un cesso!". Uffff...
... che dire "voglio solo coinvolgimenti di un certo tipo. Del sesso fine a se stesso ne faccio a meno" è la medesima cosa di "non disdegno il sesso fine a se stesso, ma soffro per eventuali coinvolgimenti senza seguito". Chiaro no? uhmmm... non so! ma per me, sì! E questo basta.
... che dire "vado a fare un postino" non vuole dire "vado a farmi un postino"... che la cosa è diversa! ... che a casa mia ne viene una, donna, e pure brutta.
... che, il sabato mattina, non si deve pensare... ecco, anzi... vado a buttarmi nella vasca, eh???? mi faccio una bella foto nuda, e poi ve la posto. O la posto al postino del vicino quartiere che è giovane e carino? Vabbè... vedrò :-D
... sono anni che non ho più la casa libera, tutta per me.
Tre uomini, dal più grande al più piccino, me la lasciano libera. Uno va via per lavoro per un po', l'altro va in gita, il piccino troverà accoglienza altrove a seconda delle mie necessità.
Sarò finalmente proprietaria della mia casa, e non più solo la regina (che più della corona, mi da l'idea della donna col grembiule e i mestoli in mano).
... e mi sento un po' ragazzina, con addosso la stessa euforia di quando i miei se ne andavano ed io potevo finalmente organizzare qualche festicciola intima.
Quindi, prima cosa da fare: organizzare una festa. Per pochi, gli amici stretti, quelli che frequento ma che ho voglia di vedere da sola. Così preparo una minilista. E gli inviti. Poi penso alle cose che devo preparare: scegliere la musica adatta, allegra e da sottofondo, ché oltre a ballare dobbiamo parlarci e coccolarci di storie e ricordi comuni; ordinare qualcosa da mangiare; scegliere con cura e personalmente il bere.
... ché mi va di bere quel tantino in più, per non pensare... per godermi chi c'è, inebriarmi di bollicine, ridere, divertirmi, fare l'amore con qualcuno di cui non conosco il nome e forse nemmeno lo conoscerò. Per poi svegliarmi il giorno dopo, col suo profumo sul corpo e la pelle arrossata per il tanto sesso.
... però, pensandoci, tutto questo esula dalla festa. Anzi, questo programma lo tengo buono per un'altra serata...
Una Donna che conosce il suo potere seduttivo, non può farne a meno. E' un gioco stimolante, eccitante. Scegliere la preda, usare lo sguardo, pochi movimenti calibrati, il tono della voce. Sì, è come una droga... se ne diventa dipendenti...
L'alba spinge per catapultarmi fuori dal mio mondo.
Ma non voglio, non ancora.
Avverto la classica ansia di chi non ha vie di fuga. Il sogno si sta per concludere ed io sto nuovamente per morire in qualche modo assurdo e al posto di qualcun altro. Provo nel dormiveglia un forte senso d'ingiustizia dato dall'assurdità di finire sempre in mezzo a cose che non mi appartengono. Mi affanno nel tentativo di saltarci fuori in tempo, ma non c'è niente da fare: muoio...
- Game Over -
Anche stanotte sono morta un altro po'... un po' troppo, per i miei gusti. Io, che preferisco i sogni erotici, non mi sento a mio agio quando tiro le cuoia.
Allora cerco di non darmi per vinta. Lotto un altro po', giusto per trovare pace a quella parte di me che non sopporta l'altra che lascia andare e si arrende. Fingo. Anche in sogno. E mi aggrappo con tutte le forze alle braccia di Morfeo, pregandolo di concedermi un flashback che mi consenta di modificare quella stupida e inutile fine che per la milionesima volta da quando sono nata, si ripropone. Lui ride. Gli devo proprio sembrare buffa. E mi piace sentirlo ridere perchè mi risveglia i sensi, il corpo. Morfeo ha deciso che per stanotte è andata come è andata. Che non mi darà altre possibilità. Che è la vita reale che eventualmente da' questa chance e che lui, nel suo mondo, fa quel cavolo che gli pare. E gli girano un po' le palle nel vedere che tento sempre di fare andare le cose come più mi sono congeniali. Poi però mi sorride ancora e mi concede un'ultima immagine: l'espressione beffarda sul mio viso che segna una rinascita.
Contenta, allento la presa e lascio che scivoli via, verso l'alto.
E io, qui in basso, mi sgranchisco, allungo il corpo, inarco la schiena. Un raggio di sole filtra dalle persiane e gioca coi miei occhi che si ostinano a voler rimanere chiusi. Però... si preannuncia una bella giornata di sole, di bricolage e di spaventapasseri.
Del resto, è meglio morire un po' di notte, ma vivere il giorno...
Siamo solo a metà settimana, ma non vedo l'ora che sia il 25 per fare qualche giorno di vacanza. Sono stati giorni pesanti, dedicati quasi esclusivamente ai miei figli, alle preoccupazioni che mi da uno in particolare, ai colloqui con le insegnanti, ecc. Il resto l'ho dedicato al lavoro. Grazie a Dio che ce n'è ma ho bisogno d'ossigeno.
Ho avuto poco tempo per pensare.
Arrivo a sera ed annoto mentalmente le cose, chi ho sentito, chi è sparito, chi mi ha fatto compagnia, chi ridere, chi mi ha fatto stare bene, ecc. Ci sono volte che guardo questo mondo virtuale e mi deprimo perchè continuo a non capirlo, a non capire gli atteggiamenti controversi delle persone.
Allora stacco dal pc, come se fosse l'unica causa dei miei mali (ma so che non è così) e mi rifugio nel reale. Infatti, anche lì non va un granché meglio. Ho perso quello che consideravo il mio migliore amico. Si è fidanzato. O meglio, si è fatto l'amante. E il suo riserbo è diventato così irritante che abbiamo chiuso le vie di comunicazione. Il suo silenzio mirato a proteggere questa nuova intimità, è compensato dal mio che si basa invece su una questione di principio: da una persona cui ho dato la massima fiducia e raccontato svariati cazzi miei, mi aspetto la stessa moneta. Non mi interessa il fatto che fosse un mago ad ascoltarmi e farmi riflettere, ma anche che sapesse parlarmi. Ogni tanto passava a leggermi ed ogni post era spunto di discussione. Lui che ha trovato l'amore, mi ha detto l'ultima volta che ci siamo parlati "Claudia, non chiuderti. Dai e datti una possibilità. Non rischiare di rovinare qualcosa che potrebbe essere bello come hai già fatto almeno un'altra volta". - C... io ci ho provato, davvero. E te ne avrei parlato, ti avrei chiesto consiglio... ma che te lo dico a fare... -
Così sto nel mio guscio, lasciandomi accarezzare da chi mi vuole bene e me lo dimostra con la presenza non solo fisica. Nonostante il trend non proprio positivo, mi ritengo fortunata perchè, in vita mia, c'è sempre stato chi mi ha regalato un sorriso e cercato di farmi pensare a cose belle, chi mi ha guardato frignare e tirare su col naso e chi mi ha fatto sognare. In fondo, non sono mai stata sola.
ps... giro poco per blog. perdonate la mia assenza. passerà
- Vieni sabato a Milano dal parrucchiere dei Vip con noi? - - No! -
... e spiego perchè non mi interessa:
a) la mia parrucchiera sa benissimo la tinta che mi piace e anche come voglio uscire dal suo negozio. Se andassi da uno psicotico che pensa di fare della mia testa ciò che vuole, ne uscirei coi nervi a pezzi. E questo non lo voglio.
b) quei trecento euro li spendo in maniera più consona alla mia persona (week-end al mare, vestito, borsa o scarpe nuove ecc)
c) chissenefrega di poter dire "sai, ho visto la Canalis" oppure un nome qualsiasi della tv. A chi lo devo dire? Insomma, mi arricchirebbe in qualche modo questa cosa? Piuttosto vado dal barbiere dove va George (C.)... questo sì che mi arricchirebbe l'animo.
d) se devo fare un viaggio, lo faccio con finalità costruttive, ludiche, impudiche. Che sia almeno divertente.
Per inciso. Queste mie amiche si fanno di acido (ialuronico) e forse botox (eliminerei il forse). Una si è rifatta le tette, i piedi e il naso. L'altra si consuma in massaggi & Co. e, per contro, vede la palestra come un mostro a due teste (ed è ancora single).
Vabbè, io ci sto in compagnia, ci parlo di moda e di viaggi. Di poc'altro a dire il vero. E poi, altre due ancora che si vogliono rifare, chi le labbra chi le tette. Io mi tengo la mia "roba"... su questo non si discute!
A me piace la gente che cura il proprio aspetto con abiti appropriati e facendo sport per mantenere il corpo tonico il più a lungo possibile.
Ma non amo l'esagerazione.
Penso che il vero fascino di una persona matura stia proprio nella vita che ha vissuto. E la vita lascia i segni. Perchè non accettarli?
E' però vero che ognuno è libero di giocare col proprio corpo come vuole, chi rifacendosi labbra, zigomi, tette, culi e altro. C'è chi gode del fatto di essere guardato da tutti.
Io mi sento sempre a disagio quando ho gli occhi addosso e trovo soddisfacente avere quelli di chi mi interessa. E basta. Gli altri possono pure perdersi sui siliconi ambulanti che incrociano agli angoli delle strade.
L'altro giorno, in tv, uno psicologo diceva "le donne usano la bellezza per essere amate". Se è tutto veramente così riduttivo, non mi interessa avere nessuno che mi ami.
Oggi google mi ha citato come referente per questa frase:
prendimi sono tua
forte, eh?!
...che google legga nel pensiero, invece che sul blog?
... e proprio quando dico "basta uomini!", conosco quello che mi fa vacillare.
Dicevo: "deve proprio capitare quello giovane, bello, intelligente e simpatico per farmici ripensare".
E non capita proprio quello giovanebellointelligentesimpatico fra capo e collo?
Mantengo le distanze per un po', restando affacciata al davanzale a guardare mentre demolisce lentamente le mie mura di protezione fatte di ragionamenti, rassicurazioni e decisioni. Quelle picconate hanno la delicatezza di una carezza, ogni mattone tolto è un sorriso che riesce a strapparmi. Voglio davvero farne a meno?
E finire a passeggiare in un posto scordato da Dio, l'uno di fianco all'altra. Lasciarsi colpire da gesti spontanei come un braccio che mi cinge le spalle, ed io mi appoggio contro il suo petto e mi scopro ad ascoltare il timbro della sua voce e non più le parole. Una mano scivola nell'altra, le labbra timide si appoggiano sulle mie. Ed io non credevo che una panchina persa in un parco deserto potesse essere un posto così bello.
Poi la lontananza del lavoro e degli impegni, quell'assenza che da una parte mi fa reagire e pensare che è tutto sbagliato ed è meglio lasciare perdere. Subito dopo la presenza. E al diavolo tutto. E non mi va di pensare. Non mi va di farmi domande su quel che sarà.
- ehi, come stai? -
- bene, ma... - la voce si incrina - oggi è l'ultimo giorno che passai col nonno. Domani è l'anniversario della sua morte... e anche se sono passati quarant'otto anni... io... io... -
Gli occhi si fanno d'acqua e l'azzurro sembra sciogliersi sulla pelle candida e solcata dai segni della vita. E' incredibile la bellezza contenuta in quel metro e mezzo di donna. Un cuore donato agli altri, l'amore giurato a un solo uomo anche oltre la sua morte. Perchè non sono come lei?
Ho voglia di credere che esistano ancora dei sentimenti così profondi, che ci sia qualcuno al mondo in grado di provarli e farli provare. E, se anche non sono io, il solo saperne l'esistenza mi fa sentire maledettamente felice.
Lascio da parte la mia colazione e mi dedico a lei... lei che non ha mai chiesto niente a nessuno, lei che ha dedicato una vita intera a me.
E' la quarta volta che lo vedo. Ci incontriamo casualmente, sempre nello stesso posto, nello stesso corridoio. Lui non è mai solo. Ovvio, lui lì ci lavora, così come ci lavoravo io... ché lavoravo per lui.
Un amore di quindici anni fa', un amore che poteva cambiare il nostro futuro. Ma un avvicendamento di fatti negativi, ci aveva allontanato, invece che unirci di più. E' che ci sarebbe voluto coraggio, già allora.
Comunque... è la quarta volta che cambio strada e fingo di non vederlo.
Sciocca, vero? Boh, è una reazione impulsiva che non ha particolari perchè se non uno: che quando capita, ho sempre uno dei ragazzi con me. E non ho voglia di rispondere a domande del tipo "ma chi è?", "dove l'hai conosciuto?", "è un tuo amico?", "...mmhh, è giovane"... e sottostare ai loro occhi indagatori che tentano di scavare dentro me in luoghi che non potranno mai toccare.
Questo strano senso del pudore nei confronti dei miei figli...
Lui... lui non è cambiato. Certo, è diventato uomo. Prima eravamo due ragazzi incoscienti. Ora io sono donna e mamma, lui uomo e padre.
Ma queste casualità mi turbano. C'è un perchè? Ho forse dei conti sospesi che non ricordo?
Non so. Ma sono certa che presto lo scoprirò.